SCENARI

Assicurazioni, Rossi (Ivass): “Cybersecurity chance per il business”

Il presidente dell’Istituto di Vigilanza: “Quando famiglie e imprese si renderanno conto del pericolo del rischio informatico, potranno essere disegnate nuove polizze”. Bernardino (Eiopa): “Digitale leva di nuovi servizi”

03 Mar 2017

Federica Meta

Per le compagnie assicurative “il rischio cibernetico è un chiaro esempio delle opportunità e delle minacce che potranno derivare dall’innovazione tecnologica”. A dirlo è Salvatore Rossi, presidente Ivass, durante un convegno dedicato a Solvency 2. “Quando le imprese e le famiglie si renderanno conto di quanto pericoloso sia il rischio informatico, potranno essere disegnate e vendute molte nuove polizze assicurative”, ha aggiunto Rossi, sottolineando però anche che dal punto di vista dei rischi proprio le compagnie assicurative, soprattutto quelle di piccole dimensioni, “potranno diventare potenziali bersagli dei cyber attacchi”.

Per Gabriel Bernardino, presidente dell’Eiopa (Autorità europea delle assicurazioni), anche nel mondo assicurativo la digitalizzazione anche nel mondo assicurativo “porta tutta una serie di sfide soprattutto per le Pmi che a causa della tecnologia assicurativa vedranno aumentare i rischi ma anche le opportunità”. Le piccole e medie compagnie assicurative “potranno esplorare nuovi mercati e fare proposte innovative ai loro clienti, grazie ai Big data e all’Internet of Things che forniscono nuove opportunità e possibilità di migliorare i modelli assicurativi”, ha continuato Bernardino che riguardo al rischio informatico e all’aumento di possibilità di attacchi rivolti alle assicurazioni ha aggiunto “si tratta di una sfida enorme, bisogna garantire che i sistemi di sicurezza informatica siano debitamente adottati e testati”.

La digitalizzazione quindi “va sfruttata come leva per fornire migliori servizi ai consumatori”, ha evidenziato il presidente dell’Eiopa. “Il rischio di attacchi alla sicurezza informatica sono in aumento e la sfida è garantire sistemi debitamente adottati e testati. La digitalizzazione sarà una opportunità per offrire migliori servizi ai nostri clienti – ha continuato Bernardino – Questa nuova normativa Solvency 2 offrirà maggiori garanzie ai cittadini europei, ma allora dobbiamo garantire una vigilanza comune in tutti i paesi. In tutti gli Stati membri la vigilanza deve funzionare allo stesso modo, oppure lo sconteremo in futuro”.

L’InsurTech è un settore in grande crescita, che ha visto quasi 2 miliardi di dollari investiti nei primi 9 mesi del 2016, è già nel 2015 gli investimenti erano stati più che triplicati a livello mondiale, passando da 0,8 nel 2014 a 2,6 miliardi (Fonte Venture Scanner – Osservatorio Connected Insurance). E l’Italia è tra tra i Paesi dove la connected insurance è più diffusa, con il 50% del mercato delle scatole nere e degli apparecchi connessi negli autoveicoli a livello mondiale.

Secondo uno studio Axa-Episteme sono sempre di più le compagine che utilizzano i big data per capire i bisogni dei clienti e interpretare l’evoluzione del rischio. Dalla ricerca emerge che oltre il 70% degli italiani si fida di più di un’offerta o di un servizio se accompagnati da una polizza aggiuntiva e il 68% degli italiani si dichiara disponibile ad una polizza integrata da dispositivi tecnologici. La tecnologia associata all’assicurazione darebbe inoltre una maggiore percezione di sicurezza: ad esempio, il 75% si dichiara più sicuro se possiede un dispositivo medico in grado di contattare persone di fiducia, medici e operatori in caso di necessità, mentre il 74% si sente più tranquillo con una scatola nera in auto.

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Grazie ad un corretto utilizzo dei dati e alla tecnologia si delinea dunque un nuovo ruolo delle assicurazioni, che passeranno dall’avere una funzione tradizionale di prevenzione, in cui si informano semplicemente le persone sui rischi che corrono, ad un vero e proprio modello di “life style coach” che indirizza abitudini e comportamenti verso stili di vita più sani e consapevoli. Un modello che non si limiterà alla sola gestione del rischio, ma avrà l’obiettivo di ridurlo a monte. La tecnologia, in questo, dà una mano: nei prossimi 10 anni la smart home potrebbe contribuire a una diminuzione degli incidenti domestici del 43% e entro il 2040 grazie alle auto intelligenti ci potrebbe essere l’80%4 di riduzione di quelli automobilistici.

Questo – rileva lo studio – è il contesto in cui si dovranno muovere le compagnie assicurative, sviluppando capacità di analisi basata sui big data e costruendo algoritmi che prevedono dove, quando e come vuole essere protetto il cliente.

Adattandosi a questo cambiamento digitale, il mondo assicurativo è quindi evoluto, negli ultimi anni, da un modello 1.0 più tradizionale – in cui servizi online erano destinati unicamente all’informazione e in alcuni casi alla vendita – ad uno 2.0 in cui la digitalizzazione è integrata nel business.


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