#FORUMPA17

Sicurezza, nasce la banca dati nazionale del Dna

Renderà possibile analizzare enormi quantità di dati eterogenei ed eseguire confronti genetici in tempi rapidissimi. A dare vita alla soluzione la direzione centrale della Polizia criminale con la collaborazione di Microsoft, che ha realizzato la piattaforma di gestione

25 Mag 2017

A.S.

Nasce dalla collaborazione tra il Dipartimento della Pubblica Sicurezza – Direzione Centrale della Polizia Criminale e Microsoft la prima banca dati nazionale del Dna, un progetto di gestione dei dati genomici al servizio della giustizia e della sicurezza italiana. La soluzione è stata presentata durante Forum PA 2017, la manifestazione dedicata al mondo della PA che si chiude oggi al Roma convention center La Nuvola.

Istituita presso il dipartimento della pubblica sicurezza, al servizio per il sistema informativo interforze della direzione centrale polizia criminale, la banca dati ha l’obiettivo di semplificare l’identificazione di autori di delitti, reati di tipo predatorio e atti di terrorismo e di accelerare il riconoscimento di persone scomparse. Consente inoltre all’autorità giudiziaria e alla polizia giudiziaria di interrogare e ricevere interrogazioni di profili del Dna dalle omologhe banche dati internazionali per finalità di collaborazione internazionale. Non ci saranno più banche dati del Dna distinte per ogni singola forza di polizia, si legge in una nota di Microsoft, ma i dati confluiranno in un’unica banca dati nazionale, con evidenti risparmi sui costi di gestione e con la possibilità di associare più facilmente casi prima non collegati a livello investigativo.

Lo sviluppo della soluzione ha richiesto al dipartimento della Pubblica sicurezza italiano anni di lavoro per creare una rete nazionale dei laboratori che effettuano analisi del DNA nell’ambito di un procedimento penale, che ora parte dal prelievo effettuato su oltre 57.000 soggetti sottoposti a provvedimenti restrittivi da parte di un giudice e da oltre 20.000 profili genetici estratti da reperti biologici acquisiti dalla scena del crimine. Facendo leva sulla piattaforma dati di Microsoft, prosegue la nota, è possibile memorizzare e analizzare questa enorme mole di dati non strutturati gestendo le informazioni sul datacenter del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, garantendo elevati standard di sicurezza in linea con le normative vigenti sulla riservatezza dei dati.

La banca dati nazionale del Dna rappresenta uno strumento di indagine all’avanguardia per la magistratura e per le forze di polizia, sia dal punto di vista tecnologico che dal punto di vista della certezza e sicurezza dei dati. Si tratta di un passaggio storico da un punto di vista tecnico-giuridico: questo progetto consente alle Forze di Polizia di fare un importante salto di qualità nella capacità di conseguire l’obiettivo della sicurezza e di offrire un ulteriore supporto al servizio della giustizia – afferma Renato Biondo, direttore della Banca dati nazionale del Dna – Grazie alla piattaforma tecnologica di Microsoft, siamo stati in grado di sviluppare un database flessibile con garanzie di sicurezza e continuità, che potremo incrementare in modo dinamico in base alle necessità. Inoltre, le applicazioni per l’analisi dei dati integrate ci consentono di elaborare dati sensibili e di confrontarli in modo rapido, ottenendo informazioni utili e recuperando tempo prezioso ai fini delle indagini. Un bel vantaggio per chi si trova oggi ad affrontare minacce crescenti sul fronte della sicurezza nazionale, dove alla criminalità tradizionale si associa lo spettro del terrorismo e dove strumenti tecnologicamente evoluti possono aiutare ad identificare i colpevoli”.

Una banca data nazionale del Dna consente al sistema Paese di dotarsi di uno strumento unico che raccoglie i profili del Dna di determinati soggetti previsti dalla legge e ne abilita il confronto con i profili del Dna acquisiti sulla scena di un crimine. Le concordanze possono offrire utili indicazioni alle Forze di polizia e all’Autorità giudiziaria, contribuendo in definitiva ad accelerare la Giustizia e migliorare la Sicurezza. I dati frutto dell’esperienza del Regno Unito sono incoraggianti, dal momento che la banca dati del Dns UK ha prodotto circa 600.000 match positivi in 15 anni – commenta Simonetta Moreschini, direttore della divisione Pubblica Amministrazione di Microsoft Italia – Chiaramente quando si tratta di archiviazione e analisi delle informazioni l’innovazione tecnologica può fare la differenza e siamo orgogliosi di aver contribuito con la nostra piattaforma di gestione dei dati alla realizzazione di questo progetto che potrà determinare importanti efficienze sui costi di gestione delle Polizia e maggiore efficacia nelle indagini. Grazie a SQL Server è infatti possibile elaborare enormi quantità di dati eterogenei in tempi rapidissimi trasformandoli in informazioni strategiche, il tutto nel rispetto di massimi standard di sicurezza. Da sempre Microsoft s’impegna per accompagnare la PA italiana nel proprio percorso di trasformazione digitale e questo progetto evidenzia come la tecnologia possa offrire un supporto concreto nell’interesse del Paese, per semplificare l’identificazione dei colpevoli e delle vittime accelerando i tempi della giustizia italiana e garantendo maggiore sicurezza”.

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