FTC

Antitrust, l’indagine su Android si allarga anche negli Usa

Dopo la multa Ue anche la Federal Trade Commission stringe sull’istruttoria su un eventuale abuso di posizione dominante. Gli esiti non sono scontati: il Canada ha appena chiuso un’inchiesta simile senza rilevare violazioni alle norme sulla concorrenza

27 Apr 2016

A.S.

A dimostrare che il livello di attenzione sulle politiche commerciali di Google si sia innalzato anche negli Stati Uniti, dopo la condanna dell’Antitrust europea per “abuso di posizione dominante”, ci sono alcuni segnali in arrivo da oltreoceano. L’ultimo è un’interrogazione alla presidente della Federal Trade Commission, Edith Ramirez, avanzata dal senatore Orrin Hatch dello Utah, che ha chiesto se l’Ftc si stesse muovendo per approfondire i rilievi avanzati dalla commissione Ue.

Al di là di questo dibattito pubblico, però, il Wall Street Journal riporta che le indagini già avviate dalla Federal Trade commission lo scorso anno si stiano approfondendo, con i tecnici della commissione che negli ultimi mesi sono stati impegnati ad ascoltare i vertici di almeno due aziende che in passato avevano sollevato preoccupazioni sulle scelte di Alphabet, a partire dalle app preinstallate sui dispositivi Android e dal motore di ricerca Google inserito tra i settaggi “di default”.

L’indagine sarebbe comunque ancora agli inizi della fase istruttoria, e non è detto che debba portare all’apertura di una contestazione formale nei confronti di Google. E’ possibile, anzi, che la Ftc arrivi a conclusioni diverse da quelle a cui è arrivata la Commissione europea, per due motivi fondamentali: intanto perché le leggi che regolano la concorrenza negli Stati Uniti prevedono vincoli meno stringenti di quelle europee, e poi perché la posizione di mercato di Android negli Usa è meno “forte” che in Ue. Se infatti il sistema operativo di Google è utilizzato da più del 70% dei dispositivi mobili dei cinque principali Paesi Europei, al di là dell’Atlantico la percentuale scende, secondo una recente ricerca di Kantar Worldpanel citata dal Wsj, al 59%.

Al di là dell’iniziativa della Commissione europea, inoltre, La Federal trade commission può contare su un altro “precedente”, quello canadese della scorsa settimana, che va in direzione diversa rispetto a Bruxelles. L’authority del Paese nordamericano, infatti, ha accertato – riguardo al motore di ricerca preinstallato sui dispositivi con sistema operativo Android – che Google non ha violato le norme sulla concorrenza, dal momento che gli utenti possono facilmente cambiare le impostazioni di default dei propri smartphone, e utilizzare il search engine che preferiscono.

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