Appello di Ansip all’Ocse: “Cooperazione globale in nome della digital economy”

Per il commissario Ue al Digital Single Market è necessario “un dibattito su sicurezza, privacy, net neutrality, Internet governance e scambio dei dati”. Le sfide da vincere? Connettività globale, inclusione, digital skills. “Intollerabile che il 60% della popolazione mondiale sia ancora offline”

23 Giu 2016

Patrizia Licata

“Gli interessi nazionali o regionali non dovrebbero inserirsi in un percorso che ha obiettivi sovranazionali: semplificare le regole e creare condizioni di mercato stabili e prevedibili per aziende, investitori e consumatori”. Lo ha dichiarato Andrus Ansip, vice-presidente della Commissione europea per il Digital Single Market nel suo discorso alla cerimonia di apertura della Conferenza ministeriale dell’Ocse sull’economia digitale a Cancun, Messico. “La cooperazione e un dibattito aperto a livello internazionale sono essenziali in settori come l’open Internet e la net neutrality, lo scambio di dati, la privacy, la cyber sicurezza, l’Internet governance“, ha sottolineato Ansip. Il commissario Ue, che è anche vice-presidente dell’evento Ocse, ha discusso a Cancun con i ministri e i rappresentanti della società civile, delle imprese, dei sindacati e della Internet community come si può, tutti insieme, assicurare il progresso dell’era digitale.

“L’Ict è il settore dell’economia che cresce di più: il mondo sta andando online”, ha detto Ansip. “Ma non tutti, non ovunque: troppe persone al mondo non hanno accesso alle tecnologie digitali”. Si tratta di ben 4 miliardi di persone offline, il 60% del totale mondiale: “Siamo chiaramente lontani dall’obiettivo della connettività globale”.

Il boom dei dati online aiuta a vincere sfide globali come le epidemie o l’inquinamento; l’accesso alla banda larga si traduce in crescita del Pil; le tecnologie digitali danno vita a nuove aziende miliardarie e nuovi modelli di business, come accaduto con le app della sharing economy o le piattaforme dell’e-commerce. Si tratta dunque di potenziale di crescita, aumento dell’occupazione, innovazione e miglioramento per l’intera società, ha sottolineato Ansip. Per questo “Il digitale dovrebbe essere al centro delle politiche internazionali, nazionali, regionali, locali”.

Al G7 in Giappone i ministri presenti hanno approvato un piano per portare online altre 1,5 miliardi di persone entro il 2020, ma ovviamente non si tratta solo di avere una connessione Internet, ha osservato Ansip: “Si tratta di assicurare una vera inclusione economica e sociale, avere le competenze per accedere alle tecnologie”. E siccome la tecnologia digitale e Internet non hanno confini, è la comunità globale a doversi occupare, tutta insieme, di trovare soluzioni globali. “Per questo l’incontro di oggi su obiettivi politici di ampia scala nel contesto dell’Ocse è così importante”, ha detto il commissario Ue.

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La risposta dell’Europa ai cambiamenti in atto è rappresentata dalla realizzazione del Digital Single Market (DSM), ha continuato Ansip: “Abbiamo un approccio omogeneo su settori diversi; in ogni caso le politiche Ue sostengono il digitale come strumento di innovazione e crescita sostenibile”. Superare la frammentazione dei 28 mercati digitali nazionali vuole dire abbracciare la vera natura della data-driven economy: “Il nostro piano lavora per aumentare la competitività digitale dell’Europa, dare forza alle start up digitali, stimolare l’industria e le piccole e medie imprese europee”, ha indicato Ansip. “Aiuterà i consumatori a trarre il massimo beneficio dall’era digitale migliorando l’accesso online e la disponibilità di servizi. E’ rimuovendo le barriere al Mercato unico digitale che si liberano queste opportunità, per tutti, privati e imprese”.

Ansip a Cancun parteciperà a serie di incontri bilaterali per scambiare visioni e strategie; tra gli altri parlerà con il segretario Usa al Commercio Penny Pritzker, il ministro canadese dell’innovazione e dello sviluppo economico Navdeep Singh Bains e il ministro coreano di Scienza e Ict Yanghee Choi.

Secondo Ansip, le sfide che il mondo deve vincere per ottenere una diffusione capillare di infrastrutture e servizi Ict sono “garantire uno scambio libero e sicuro dei dati, sviluppare standard tecnici e assicurare l’interoperabilità. Lavorare tutti insieme farà sì che l’economia digitale globale mantenga le sue promesse esprimendo il suo potenziale di rendere il mondo un po’ più equo, con una maggiore inclusione sociale e più ricchezza a lungo termine per tutti”.

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