Banda ultralarga, Giacomelli: “Non lasceremo aree d’Italia scoperte”

Il Sottosegreterio alle Comunicazioni: “Verificheremo con la massima attenzione quali interventi privati vengono realmente effettuati e in quali aree. Gli operatori saranno chiamati a sottoscrivere gli impegni e a rispettarli. Il Paese non può permettersi nuovi gap territoriali. La priorità sarà data alle aree più in difficoltà”

19 Feb 2016

Mila Fiordalisi

giacomelli-160203164500

«In passato ci si limitava ad assemblare piani regionali e si procedeva in ordine sparso. Ora, per la prima volta, non solo tutte le Regioni condividono un piano nazionale, i suoi obiettivi e la decisione di una rete pubblica in tutte le aree bianche, ma sono d’accordo sull’utilizzo congiunto delle risorse regionali e nazionali e sul criterio di ripartizione».

È un tema a cui tiene molto, quello della banda ultralarga, il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli. Dopo l’accordo chiuso con le Regioni sulla ripartizione di 3 miliardi tra Fsc e fondi regionali (“un passo decisivo”), entro fine febbraio la versione finale del piano a banda ultralarga dovrebbe arrivare ufficialmente sul tavolo di Bruxelles. Poi ci sarà il capitolo bandi, il più spinoso, visto che dai criteri di gara dipenderà la discesa in campo di questo o quell’operatore e quindi l’intero “andamento” del Piano.

“Saranno mesi impegnativi, ma intanto si va avanti sui progetti”, dice a CorCom Giacomelli. Nei giorni scorsi è stato annunciato il Piano Bul Sardegna per la realizzazione di una rete di proprietà pubblica che interesserà 324 comuni per un totale di 507.577 cittadini e 278.768 unità immobiliari. E in 15 Comuni (per un totale di 48.196 cittadini e 56.521 unità immobiliari) verrà realizzata una rete Fttb/h.

Sottosegretario quali altri progetti sono in ballo?

La Sardegna ha giocato d’anticipo. Pur se gli interventi fanno leva sui fondi regionali della precedente programmazione, il Piano è stato interamente modulato sulla base degli obiettivi 2020. E così vale per le altre sette regioni anch’esse in campo con Piani Bul, ossia Abruzzo, Calabria, Marche, Lazio, Puglia, Lombardia, Toscana, per un totale di 700 Comuni coinvolti. Questa è la dimostrazione che si sta andando avanti ancor prima dei via libera formali e dei bandi di gara. Di fatto le risorse della vecchia programmazione sono già stati riconvertiti ai nuovi obiettivi, è come se fossero interventi già “attuativi” del Piano Bul.

L’accordo con le Regioni segna un passo importante. Allo studio ci sarebbe la comproprietà della rete pubblica proprio fra Infratel e le Regioni. Può spiegare meglio?

Intanto ci tengo a dire che l’accordo con le Regioni è il primo del suo genere. In passato sono stati fatti sempre accordi “bilaterali” fra il Mise e le singole Regioni, mentre con questo accordo abbiamo voluto dare un imprinting politico differente. Ci sono regioni già molto avanti sull’infrastrutturazione grazie ai bandi Eurosud e quindi è necessario che i fondi regionali disponibili nell’ambito del Piano Bul siano ripartiti sulla base delle esigenze nazionali, altrimenti ci troveremo di fronte a un nuovo digital gap. In pratica i fondi saranno assegnati dando la priorità alle aree più in difficoltà, ossia quelle maggiormente sguarnite di reti di nuova generazione. Riguardo alla comproprietà della rete fra Infratel e le Regioni è un modello su cui si sta ragionando proprio per garantire la migliore ripartizione delle risorse ed un’adeguata gestione delle stesse. L’idea è quella di una sorta di “cabina” che dia unitarietà agli interventi e metta a fattor comune risorse e obiettivi, fondi statali e regionali. Il tutto con una sorta di proprietà pro-quota.

L’attuale mappatura, ossia i 94mila e passa cluster in cui è stato ripartito il territorio, sono sufficienti a garantire la copertura totale del territorio?

Ricordo che la consultazione con la suddivisone del territorio nazionale in 94mila aree offre una fotografia molto più capillare e puntuale che in passato quando si consideravano solo i comuni. Le consultazioni annuali serviranno proprio a fare una ricognizione della situazione e quindi a regolarci di conseguenza sulla base degli interventi effettuati e dei piani degli operatori. L’obiettivo è quello di verificare con la massima puntualità quali siano gli interventi privati e in quali zone vengano effettuati. Gli operatori saranno chiamati a sottoscrivere impegni e a rispettarli e stiamo verificando con la Commissione europea le modalità più consone all’attuazione del piano e alla relative verifiche. L’Italia non può permettersi di arrivare al 2020 scoprendo che ci sono zone del Paese in cui le reti di nuova generazione non sono arrivate per questioni di “mappatura”.

Veniamo ai bandi. Come si sta procedendo?

La discussione è in corso. Stando all’ultima consultazione l’intervento diretto nelle aree bianche (cluster C e D) coinvolge circa 7.300 Comuni, di cui 5.500 non raggiunti dalla banda ultralarga. Le unità abitative nelle aree bianche sono circa 8,8 milioni per una popolazione di circa 19 milioni. Entrando nello specifico dei bandi posso dirle che per cominciare Infratel sta valutando come utilizzare le infrastrutture già esistenti in modo da abbattere i costi ed i tempi di realizzazione delle nuove reti. Sicuramente ci saranno tre momenti separati che riguarderanno realizzazione delle reti, gestione e manutenzione, attivazione dei servizi. Dobbiamo dare risposte precise e stiamo lavorando. Di sicuro serve un modello che consenta ad esempio che la gestione della rete sia effettuata con tecniche che consentano l’accensione della rete stessa.

È possibile che chi realizzerà la rete ne sia anche il gestore?

È possibile ma è anche possibile il contrario. Stiamo esplorando e approfondendo le varie opportunità per trovare il modello che meglio risponda alle esigenze del Piano banda ultralarga.

La scelta del modello diretto da parte del Cobul ha inevitabilmente sparigliato le carte. La proprietà della rete in mano pubblica di sicuro non incoraggia le telco. Che vantaggi avrebbero a realizzare una rete di cui non sarebbero proprietari? E, soprattutto, che vantaggi avrebbe un’azienda come Enel?

Se Enel deciderà o no di scendere in campo è una decisione che spetta all’azienda. Di sicuro Infratel farà una sorta di call per verificare l’interesse degli operatori. La mia opinione è che Enel si sia organizzata sulla base dei propri obiettivi legati alla sostituzione dei vecchi contatori. Se poi decide di mettere a disposizione del piano nazionale della fibra la propria infrastruttura ben venga.

Opposti Digitali

Speciale PNRR

Tutti
Analisi
Fondi
PA
Formazione
Ecologia
Digital Economy
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Incentivi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
INNOVAZIONE
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
Analisi
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA DIGITALE
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water Management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
Le risorse
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Key trends per data center in tutto il 2022
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I Fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Incentivi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
INNOVAZIONE
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
Analisi
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA DIGITALE
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water Management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
Le risorse
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Key trends per data center in tutto il 2022
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I Fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 5