IL CASO

Brevetti, per Apple multa da 234 milioni di dollari

La sentenza da un tribunale Usa sulla causa che vede contrapposti dal 2014 l’azienda e l’Università Wisconsin-Madison’s. Il colosso di Cupertino ricorrerà in appello

19 Ott 2015

Andrea Frollà

Centinaia di milioni di dollari, precisamente 234. La causa persa da Apple riguardo la disputa sui brevetti di alcuni processori (A7, A8 e A8X), utilizzati nei propri dispositivi, rischia di costare una fortuna. Il giudizio era arrivato martedì scorso da una giuria statunitense, la quale aveva stabilito che il colosso di Cupertino ha utilizzato una tecnologia di cui è proprietaria dal 1998 l’Università di Wisconsin-Madison’s. Senza permesso, nei propri Iphone (5s, 6 e 6 Plus) e in alcune versione di Ipad. Oggi è arrivata dunque anche la quantificazione del danno.

“Il lavoro dei ricercatori di una nostra università e l’integrita del sistema dei brevetti ha prevalso”, ha commentato con soddisfazione il direttore generale dell’organizzazione Warf (Wisconsin Alumni Research Foundation) Carl Gulbrandsen

La causa risale al gennaio 2014 ed è stata intentata proprio dalla stessa fondazione. Apple allora si era difesa reputando il brevetto non più valido e aveva provato con questa strategia a persuadere lo Us Patent and Trademark Office, l’agenzia che si occupa di difesa delle “patenti tecnologiche”.

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La giuria del Wisconsin ha invece ritenuto insufficiente la spiegazione di Apple che ora, se la sentenza non verrà ribaltata in appello, sarà costretta a mettere mano al portafoglio, anche se non saranno certo 234 milioni di dollari a svuotare le casse della compagnia guidata da Tim Cook. Tanto per dare una misura, stiamo parlando dello 0,004% del fatturato 2014 di Apple.

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