IL CASO

Canone Rai in bolletta, i conti non tornano. Anzi sì

Svelato il “giallo” delle cifre rese pubbliche dal Mef: il miliardo incassato finora si riferisce solo a una prima tranche dei pagamenti effettuati finora. Non ancora conteggiate le bollette comprendenti otto rate con scadenza fine settembre

05 Ott 2016

Antonello Salerno

Svelato il “giallo” delle cifre rese pubbliche dal Mef: il miliardo incassato finora si riferisce solo a una prima tranche dei pagamenti effettuati finora, quelli che avevano scadenza agosto. Non sono però ancora state conteggiate le bollette comprendenti otto rate con scadenza fine settembre.

Quindi riguardano un calcolo solo parziale – si afferma nelle stanze del ministero dello Sviluppo economico – le cifre rilasciate da Mef in occasione del rilascio dei dati dell’aggiornamento del fabbisogno statale. Una parte sostanziosa dell’incasso non è stata ancora contabilizzata. Mancano all’appello le bollette pagate dai i cittadini che hanno avuto il canone addebitato in otto rate sulla bolletta di agosto, la cui scadenza per il pagamento è alla fine di settembre.

Il “tassello mancante” della cifra ipotizzata dal Governo diventa “fisiologico”, soprattutto se unito alla circostanza che chi paga con il Rid bancario (circa il 40% dei contribuenti) effettua il versamento soltanto l’ultimo giorno utile prima della scadenza. Non solo: va considerato anche il fatto che non è ancora contabilizzata nemmeno la parte di canone che riguarda i cittadini delle isole, che potranno pagare tramite F24 entro la fine di ottobre, come aveva precisato nei giorni scorsi il viceministro all’Economia Enrico Zanetti.

Questo giustifica l’ottimismo mostrato nei giorni scorsi dal direttore generale dell’Agenzia delle entrate, Rossella Orlandi: “I tendenziali sono ottimi – aveva detto a margine di una convegno dell’Associazione fiscalisti d’impresa – I dati stanno ancora affluendo. Non c’è ancora una cifra precisa, ma sta andando molto bene”.

Nelle previsioni della Rai l’incasso finale dovrebbe attestarsi attorno agli 1,861 miliardi di euro, quindi il miliardo e 700 milioni incassato in media negli anni scorsi più un extra gettito di circa 150 milioni di euro, la metà del totale delle maggiori entrate (nelle previsioni più caute circa 300 milioni di euro) nonostante il canone sia sceso da quest’anno a 100 euro dai precedenti 113,50.

C’è attesa intanto per i dati dell’agenzia delle entrate, attesi per i prossimi giorni, che comprenderanno le morosità, l’ammontare delle richieste di esenzione (che secondo le indiscrezioni riguarderebbero 1,2 milioni di persone), le richieste di rimborso e gli anziani esenti di diritto, che si aggirerebbero attorno alle 300mla unità. Solo a quel punto sarà possibile avere un quadro attendibile della situazione.

Scettica sull’extragettito rimane la Slc Cgil, che in un rapporto dei giorni scorsi metteva in guardia sul fatto che difficilmente arriveranno entrate in più attesi rispetto agli anni precedenti: con un’evasione a zero l’extra-gettito, infatti, secondo i dati del sindacato, sarebbe di 220 milioni, che si ridurrebbero a 100 con un’evasione al 4%. Con quella provvisoria fornita dall’Enel (cioè 2,1 milioni di evasori) l’importo finale supera di poco gli 1,6 miliardi e non ci sarebbe extra-gettito, secondo il sindacato, considerando anche il fatto che i 13,50 euro in meno sull’importo del canone valgono 283 milioni di minori incassi.

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