STRATEGIE

Cisco, al via l’era Robbins all’insegna dei big data

Entra in carica il nuovo ceo, con una digital strategy che riconosce i dati come l’asset più strategico. Nella squadra anche il Cto Biri Singh e il digital officer Bandy

28 Lug 2015

Patrizia Licata

Il nuovo Ceo di Cisco Chuck Robbins ha preso le redini dell’azienda oggi – dopo aver assunto ufficialmente il ruolo di amministratore delegato un mese fa – presentandosi ai dipendenti e al pubblico anche con un blog post in cui delinea obiettivi e strategie con cui intende fare del colosso americano del networking un leader dell’era digitale. Robbins ha colto l’occasione anche per annunciare la nomina di due nuovi top executive: Zorawar Biri Singh diventerà Svp e Cto of Platforms and Solutions, mentre Kevin Bandy sarà Svp e chief digital officer.

Singh avrà un ruolo da protagonista nelle strategie di Cisco volte ad anticipare i nuovi trend nei settori industriali serviti e nel cogliere tempestivamente le richieste dei clienti; delineerà la strategia tecnologia che permetterà a Cisco di essere sempre un passo avanti rispetto al mercato, dando indicazioni chiave su quali debbano essere gli investimenti di lungo periodo. Singh farà anche da ponte tra le strategie tecnologiche e quelle di business.

Bandy aiuterà invece a definire la strategia digitale di nuova generazione di Cisco: lavorerà con diversi team per dare vita a una vision complessiva per l’azienda e i suoi clienti facendo leva sul vasto portafoglio di sistemi e servizi Cisco. Bandy starà a stretto contatto con i team dell’It e delle Operations affinché la digital strategy sia messa in atto nell’intera azienda.

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Big Data

Robbins scrive nel suo post che, poiché i dati si avviano a diventare l’asset più strategico di un’azienda, la capacità di mettere tempestivamente in sicurezza, aggregare, automatizzare e analizzare i dati per estrarne conoscenza sarà sempre più ciò che costruirà il successo di un business. “I dati saranno distribuiti in ogni parte delle organizzazioni e degli ecosistemi dei nostri clienti”, scrive Robbins. “Per cinquant’anni, l’industria It ha portato i dati al ‘computer.’ Ora, portiamo il computing – analytics, conoscenza, azioni – ai dati. Solo Cisco“, continua Robbins, “e solo la rete possono garantire quell’infrastruttura altamente sicura, distribuita e intelligente e quelle soluzioni di cui il mondo digitale altamente dinamico di oggi ha bisogno “.

Cisco è il fornitore dominante per grandi aziende e governi con i suoi apparati di networking. Ma ovviamente sente la concorrenza del provider cinese Huawei; in più ora si prefigura una rinnovata pressione dal colosso formatosi dal merger Nokia-Alcatel Lucent. L’avvento di nuovi paradigmi tecnologici come il cloud computing e il software-defined networking hanno inoltre fatto sorgere nuovi competitor, da big come Amazon e Google a piccole ma dinamiche start-up. Cisco ha investito molto nelle nuove aree – anche con acquisizioni mirate – e, come nota l’analista di Forrester Glenn O’Donnell sul sito di Fortune, è in queste nuove direzioni che Cisco dovrà continuare a rivolgersi perché il business del networking non è più il motore di crescita che rappresentava nel passato. Le strategie delineate da Robbins sembrano proprio aver colto queste sfide, in continuità del resto con le strade già aperte dal predecessore John Chambers che nel suo blog post il nuovo Ceo di Cisco non ha mancato di ringraziare affermando che è grazie alla “vision, strategia e cultura” costruiti da Chambers che Cisco oggi ha un solido posizionamento sul mercato.

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