LA RICERCA

Cloud: in arrivo la seconda ondata, ma mancano strategie efficaci

Secondo uno studio Cisco-Idc il 53% delle imprese spinge sull’adozione per incrementare i ricavi. Ma solo l’1% sarà in grado di mettere in campo azioni mirate in grado di trainare l’innovazione

27 Ago 2015

F.Me.

In arrivo la seconda ondata di cloud. Lo prevede uno studio Cisco, condotto da Idc, secondo cui le aziende non lo considerano più solo uno strumento di efficienza e riduzione dei costi, bensì una piattaforma per alimentare innovazione, crescita e disruption. Il 53% delle imprese si attende maggiori ricavi grazie al cloud nei prossimi due anni; si tratta però di una sfida molto complessa, perché solo l’1% di esse ha una strategia di adozione del cloud ottimizzata e il 32% non ha alcuna strategia al riguardo.

“Quando incontriamo clienti interessati ad approcciare la seconda ondata del cloud, vediamo che sono molto più indirizzati su cloud privato e ibrido – spiega Nick Earle, Senior Vice President, Global Cloud and Managed Services Sales, Cisco spiega: principalmente perché si rendono conto che questo tipo di soluzioni danno la sicurezza, le performance, il costo, il controllo e la protezione dei dati di cui hanno bisogno. Questo dato, che ci ha spinto a sviluppare un’offerta di infrastrutture per il cloud privato, ibrido e soluzioni as-a-service, si riflette nel nuovo studio Idc: il 44% delle aziende sta già usando o prevedono di adottare il private cloud, e il 64% di chi già utilizza il cloud sta valutando le opportunità dell’hybrid cloud”.

Nella ricerca, Idc identifica cinque livelli di maturità rispetto all’adozione del cloud: si può avere un’adozione ad hoc, opportunistica, ripetibile, gestita o ottimizzata. Le aziende che passano dal livello di maturità più basso, l’adozione ad hoc, al livello più alto dell’adozione ottimizzata ottengono risultati molto significativi: i ricavi crescono del 10,4%, i costi IT si riducono del 77%, il tempo di provisioning per servizi e applicazioni IT si riduce del 99%, i reparti IT migliorano del 72% la loro capacità di rispettare gli Sla e raddoppiano la loro capacità di investire in nuovi progetti volti all’innovazione.

Lo studio ha anche quantificato i vantaggi economici per le aziende più mature in termini di adozione del cloud. Le imprese analizzate stanno ottenendo in media 1,6 milioni di dollari in più di ricavi per ogni applicazione realizzata su cloud privato o pubblico; inoltre, per ogni applicazione che è realizzata in cloud, riducono i costi di 1,2 milioni di dollari.

I maggiori ricavi provengono in larga parte dalla vendita di nuovi prodotti e servizi, dall’acquisizione di nuovi clienti o dall’ingresso in nuovi mercati. Le aziende prese in considerazione nello studio hanno potuto attribuire questi guadagni alla maggiore capacità di innovazione ottenuta dedicando più risorse IT a iniziative nuove e più strategiche rispetto alle tradizionali attività di manutenzione dei sistemi.

La riduzione dei costi operativi associata all’adozione del cloud si genera dall’ impatto positivo della possibilità di agire in un ambiente più scalabile, affidabile e performante che permette maggiore agilità, più produttività dei dipendenti, riduzione dei rischi, risparmi su costi di infrastruttura, vantaggi legati all’adozione di tecnologie open source.

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Paesi e mercati: livelli di adozione del cloud


Lo studio ha valutato la percentuale di aziende che hanno un livello di adozione del cloud “maturo” nei vari paesi presi in considerazione: USA e regione America Latina sono le aree in cui si ha la maggiore percentuale di imprese che hanno strategie cloud di livello ripetibile, gestito o ottimizzato – rispettivamente con il 34% e il 29%. In Europa, il paese che ha la maggiore maturità cloud è il Regno Unito (27%) seguito dalla Germania (21%). Fanalino di coda della classifica il Giappone, con solo il 9%.**

Rispetto ai mercati, il settore manifatturiero ha la più alta percentuale di aziende posizionate in uno dei tre livelli di adozione più elevati (33%), seguito dall’IT (30%), dal settore finanziario (29%) e dal settore sanitario (28%). I livelli di adozione inferiori si registrano nel settore pubblico e educativo e nei servizi professionali (22%) e nel commercio all’ingrosso o dettaglio (20%).

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