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Dell: ma quale smartphone, è il cloud a fare la differenza

Gestione dei dati in azienda: da Austin la compagnia ribadisce che il futuro delle informazioni è mobile perché c’è la “nuvola”, non perché c’è l’iPhone

23 Ott 2015

Antonio Dini

Mobilità non vuol dire telefonino, ma dati nella nuvola. Per Dell, che gioca carte importanti nell’evento Dell World in corso ad Austin compresa una comparsata del Ceo di Microsoft Satya Nadella, la mobilità non sono i telefoni cellulari. Anche perché non è mai riuscita a entrare nel settore.

Invece, spiega Steve Lalla, GM Commercial Client Solutions, «quel che troviamo alla fine della catena del valore e degli strumenti utilizzati per la gestione dei dati aziendali da parte dei nostri clienti è un ambiente eterogeneo. Ci sono telefoni ma anche tablet e pc. Per questo le soluzioni che forniamo devono poter funzionare in contesti ma anche con tecnologie diverse. Il punto non è solo il telefonino».

Azienda in mobilità quindi non vuol dire mettere nelle tasche e nelle borsette dei dipendenti degli smartphone e poi mandarli fuori dall’ufficio. Anzi, la chiave è proprio tutta da un’altra parte: è la “data liberation”. Cioè, spiega Lalla, «la mobilità dei dati è il vero punto riguardo all’idea di mobilità in generale. E per questo serve la nuvola, soprattutto». I dati stanno aumentando in maniera esponenziale e sempre più cose producono dati: la internet of things sta solo iniziando a flettere i muscoli, dobbiamo ancora prendere le misure con questa nuova sfida dell’IT, e il tema di fondo però rimane quello della gestione dei dati.

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«Negli ultimi trent’anni – dice Lalla – il nostro settore ha bloccato i Pc e ha bloccato i dati. Noi adesso pensiamo che non sia questa la direzione nella quale sta andando il futuro, invece. Riteniamo che i clienti vogliano rendere mobile la propria forza lavoro ma non stiano cercando di mettere in tasca dei telefonini ai dipendenti, quanto essere sicuri di liberare i dati e consentire l’accesso e la gestione a prescindere dagli strumenti». Il cloud è la regina, dunque, perché consente la mobilità spostando il formato dei dati e la loro trasformazione nella nuvola.

Soprattutto, spostando l’accento dai terminali alle informazioni cambia la prospettiva: «Il mondo è pieno di telefonini – dice Lalla – e non penso che senta particolarmente il bisogno di un altro apparecchio».

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