STRATEGIE

Emc a un passo dalla fusione con Dell, ma la pelle sta già cambiando

Si saprà solo il 12 dicembre se andrà a buon fine l’operazione che darà vita al più grande soggetto IT del pianeta. Nel frattempo la società guidata in Italia da Marco Fanizzi sperimenta un modo nuovo di proporsi al mercato

24 Nov 2015

Domenico Aliperto

È ancora presto per dire quali saranno le reali conseguenze sul business, sulla strategia e sul posizionamento di EMC dopo la proposta di acquisto avanzata il mese scorso da Dell. Ma è evidente che qualcosa è già cambiato. La volontà di proporsi al mercato e raccontarsi alla stampa con un approccio e un linguaggio più semplici e (passateci il termine) comprensibili è però prima di tutto un segno dei tempi che cambiano. Fino a pochissimo tempo fa tecnicismi e presentazioni accessibili agli iniziati dei sacri misteri della virtualizzazione e del cloud erano all’ordine del giorno. Adesso, dovendo confrontarsi non più solo con il comparto IT di imprese di livello enterprise (a cui ormai spetta comunque l’onere di tradurre i concetti i termini di vantaggio competitivo ai responsabili delle altre divisioni), ma pure con la fascia più innovativa della Pmi e con le startup, EMC sta letteralmente cambiando pelle.

Ne è dimostrazione anche l’evento che si è tenuto oggi all’Hangar Bicocca di Milano, intitolato non a caso “Unconference”, durante il quale anziché limitarsi a condividere la propria vision sul momento che sta affrontando il mercato dell’ICT, EMC ha lasciato la parola a clienti e partner che hanno raccontato il modo in cui sono cambiate o in cui hanno cambiato le regole del gioco. Dagli emblemi della disruption Uber e Airbnb a Blablacar, passando per le star di Youtube The Jackal fino a organizzazioni di stampo più tradizionale ma ugualmente votate all’innovazione come Samsung, Unicredit, Webank e Vodafone, gli ospiti del ceo italiano Marco Fanizzi sarebbero potuti tranquillamente essere i protagonisti di un appuntamento di taglio consumer.

“Negli ultimi tre anni abbiamo accompagnato le aziende italiane lungo il difficile percorso imposto dalla crisi, aiutandole a prepararsi a competere nel mercato che si è venuto a creare – ha spiegato Fanizzi incontrando i giornalisti prima dell’evento – È un dato di fatto: chi ha puntato sul digitale per aprirsi all’internazionalizzazione è riuscito a maturare risultati importanti. Aggiungo che tre anni fa cloud era una parola abusata ma una tecnologia poco usata. Oggi invece è alla base praticamente di tutti i servizi che fruiamo dai nostri display. Ecco perché ora che questa rivoluzione ha davvero preso piede e che l’IT è finalmente uscito dal proprio guscio vogliamo lasciar parlare gli altri, invitando sul palco persone che spieghino il business della propria azienda e l’impatto che ha avuto sulla dimensione sociale”.

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Naturalmente Fanizzi ne ha approfittato anche per chiarire alcuni punti sul merger con Dell, del valore record di 67 miliardi. Primo elemento da sottolineare è che l’acquisizione sarà effettiva solo il 12 dicembre. Prima di allora chiunque faccia un’offerta superiore a quella del colosso dell’hardware americano potrà entrare in possesso di EMC, che dovrà però versare al gruppo di Michael Dell due miliardi di dollari di penale per la rescissione dell’accordo preliminare. “Bisognerà poi aspettare il via libera delle autorità Antitrust americane ed europee, che dovrebbe arrivare entro la metà del 2016 – ha precisato Fanizzi – e poi la fusione sarà compiuta. Posso anticipare comunque che sono già stati nominati gli integration manager che gestiranno la transizione e l’implementazione delle strutture delle due società”.

Fanizzi ha anche detto che se EMC uscirà dalla borsa, “guadagnando così maggiore autonomia per progetti innovativi di lungo corso”, VMWare rimarrà quotata. Il destino della componente della federation focalizzata su software e servizi per il cloud e la virtualizzazione non è ancora esplicito, ma pare non sia interesse del board modificare lo status quo. “La partnership da poco rinnovata con Cisco sul prossimo quinquennio testimonia che VMWare continuerà a essere un elemento essenziale come testa di ponte per esplorare le novità tecnologiche”, ha assicurato il manager, che ha infine condiviso i risultati di una survey condotta a livello internazionale su clienti di EMC e Dell.

“Il 71% dei rispondenti vede positivamente il merger – ha spiegato Fanizzi – e l’apprezzamento sale tra le imprese che attualmente lavorano sia con noi che con Dell. Una visione che conferma le potenzialità di una presenza completa sul mercato con l’aumento dello spettro di servizi e prodotti a disposizione dei clienti. Le aree di sovrapposizione e criticità? Varieranno di Paese in Paese, di situazione in situazione. I punti di forza e di debolezza che emergeranno dall’operazione si valuteranno poi, anche se personalmente ritengo si tratterà più che altro di questioni di competenze e scelta di soluzioni tecnologiche”.

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