STRATEGIE

Ericsson, le nuove aree di crescita sono Ip, cloud e Tv

Il vendor svedese punta per i prossimi anni a sviluppare aree-target ad alto tasso di crescita (cloud, reti Ip, Tv e media, Oss e Bss) mentre prosegue nel processo di snellimento dei costi. Obiettivo: performance superiori alla media di mercato

11 Nov 2015

Patrizia Licata

Ericsson prevede un lieve rallentamento del tasso di crescita per l’industria globale delle telecomunicazioni di qui al 2018, ma si aspetta comunque di produrre risultati superiori alla media del mercato grazie anche alla strategia che la porta in misura crescente a sviluppare attività in nuove aree diverse dal classico business del networking.

Nel corso del suo Capital Markets Day che si è tenuto in questi giorni a Stoccolma il colosso svedese ha indicato le sue stime per il mercato totale servibile dai suoi prodotti e servizi: quello del network equipment avrà un tasso annuale di crescita (Cagr) dell’1-3% per gli anni 2014-2018, quello dei servizi telecom crescerà tra il 3 e il 5%, mentre le soluzioni di supporto avanzeranno del 7-9%; la media complessiva è un Cagr del 2-4%. Le aree più innovative però, su cui ora Ericsson punta con decisione (dall‘Ip al cloud), cresceranno del 10%; l’ambizione del vendor è continuare a crescere più dei suoi mercati di riferimento, compresi i più innovativi.

Ericsson punterà dunque sia sull’espansione delle attività core che sullo sviluppo di aree specifiche come cloud, reti Ip, Tv e media, Oss e Bss, nonché del settore definito “Industry & Society”, rivolgendosi a nuovi segmenti di clientela. Queste “aree-target” sono state selezionate dal vendor svedese in base a fattori come la contiguità col suo core business, l’alto grado di utilizzo di software e servizi professionali, le potenzialità di generare revenues in modo costante, il tasso di crescita superiore al core business. Si tratta anche di attività meno capital-intensive rispetto alle attività core attuali.

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I business di nuova generazione daranno un contributo di circa 45 miliardi di corone svedesi alle vendite totali di Ericsson già quest’anno, in crescita rispetto ai 35 miliardi di un anno fa. A ciò si aggiunga che l’alleanza strategica appena annunciata con Cisco genererà, secondo le attese, 1 miliardo di dollari o più di vendite aggiuntive entro il 2018.

“Proseguiamo il nostro percorso per trasformare Ericsson in un’azienda leader dell’Ict; partiamo dal primato raggiunto nel core business per estendenderlo alle nuove aree di crescita”, ha affermato il presidente e Ceo Hans Vestberg.

Ericsson ha anche confermato l’obiettivo di 9 miliardi di corone di risparmi annuali che raggiungerà entro il 2017, anche se per questa ristrutturazione sosterrà una spesa una tantum di 3,4-4,5 miliardi di corone nel periodo 2015-2017, più di quanto in precedenza stimato (3-4 miliardi di corone). Circa metà dei risparmi riguarderà la riduzione delle spese operative (Opex) mentre l’altra metà impatterà il costo delle vendite (CoS). Tra i risultati già raggiunti in questo processo di snellimento ci sono l’abbandono del business dei modem, l’avvio del primo Ict center, l’annunciata chiusura dello stabilimento di Katrineholm, in Svezia, e una riduzione del personale.

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