LA RICERCA

Internet of Things, faro dell’industria italiana: porte aperte allo smart manufacturing

Secondo l’ultima survey di Infor le aziende del settore si stanno attrezzando per l’IoT. Il 10% ha progetti in corso, il 22% ne sta sperimentando e il 38% ne studia le potenzialità. Tra i vantaggi più allettanti la riduzione dei costi

19 Nov 2015

A.S.

Il 10% delle imprese italiane ha in corso progetti sull’internet of things, il 22% ha già istituito un progetto pilota o intende avviarne uno nei prossimi 12 mesi, e oltre un terzo, il 38%, indica che ne sta analizzando il potenziale. E’ quanto emerge da una nuova survey di Infor, che ha coinvolto aziende del settore in 12 paesi, inclusi Nord America, Regno Unito, Germania, Francia, Italia, Cina e India. Oggi per un’impresa su 10, a livello mondiale – emerge dalla ricerca – l’IoT è la priorità principale, mentre il 28% lo colloca tra le prime tre.

“I vantaggi derivanti dall’IoT sono ben noti ed emergono nuove ed interessanti opportunità di business basate sulla commercializzazione delle informazioni – spiega Infor – Sembra tuttavia che la maggioranza (55%) delle aziende manifatturiere coinvolte ritenga che la riduzione dei costi, dovuta alle maggiori efficienze operative, sia l’opportunità principale associata all’iniziativa. Un terzo degli intervistati prevede infatti di ottenere un vantaggio competitivo grazie ai ricavi aggiuntivi ottenuti da questi nuovi servizi”.

Dalla survey si evince inoltre che vantaggi specifici possono derivare dall’incremento di produttività (20%), seguita dal miglioramento di insight e decision making (15%), da un utilizzo ottimizzato delle attrezzature e dei macchinari (15%), da nuovi servizi (11%) e nuove opportunità di business (13%).

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“Le aziende manifatturiere, che hanno l’obiettivo di migliorare sempre il livello di produttività, riconoscono il vantaggio competitivo derivante dall’utilizzo delle tecnologie IoT. La ricerca conferma che oltre la metà degli intervistati comprende il potenziale e sta implementando progetti pilota o analizzando attivamente gli use-case – commenta Andrew Kinder, vp Industry & Solution Strategy di Infor – Nel corso dei prossimi 18 mesi riteniamo che un numero maggiore di questi progetti pilota si trasformi in implementazioni production-ready, diventando un esempio per il 43% degli intervistati che non ne hanno ancora compreso il valore”.

“Considerato che solo il 10% dichiara di avere una preparazione completa, si profila chiaramente un’opportunità da sfruttare per le aziende che hanno la giusta visione. Suggeriamo di esaminare i dati dei dispositivi che già state raccogliendo (la maggior parte delle apparecchiature degli stabilimenti è già dotata della strumentazione), e di chiedervi cosa potreste fare se riusciste a raccoglierli, applicarvi funzionalità di analisi e distribuire rapidamente l’insight ai decision maker appropriati. Inoltre – conclude Kinder – all’esterno dell’azienda, chi vorrebbe acquistare informazioni che solo voi potete fornire? Quindi discutetene con il vostro provider tecnologico: gli elementi per trasformare tutto questo in realtà sono già disponibili”.

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