FINANZA

Mailup crolla in Borsa. L’Ad: “L’Aim ha troppo poca liquidità”

Dopo i primi 5 mesi 2016 in crescita il titolo è calato drasticamente da 2,50 a 1,76 euro per azione. L’amministratore delegato e azionista Nazzareno Gorni: “Se un investitore vuole vendere non trova compratori: problema strutturale. Ma alla fine il vero valore del Gruppo verrà fuori”

24 Ago 2016

Andrea Frollà

“Da inizio maggio abbiamo avuto una forte pressione in vendita, pressione che non si è ancora arrestata e che sta causando tensione sul nostro book con un andamento negativo del titolo”. Nazzareno Gorni, ceo e azionista di Mailup, società tecnologica specializzata in creazione, invio e monitoraggio di newsletter, email e SMS, commenta il crollo vissuto dal titolo sul mercato Aim negli ultimi 3 mesi. Una performance che ha fatto registrare una crescita da inizio 2016 a inizio maggio (da 2,31 a 2,50 euro per azione, tornando sul prezzo di collocamento di fine luglio 2014), prima di iniziare una discesa vertiginosa fino a quota 1,76 euro toccata ieri a fine seduta.

Secondo l’Ad, che motiva la crescita dei primi 5 mesi dell’anno “in particolar modo con i buoni risultati dell’esercizio 2015, annunciati a marzo”, il problema principale risiede nella “liquitidità sul mercato che, come evidenziato anche nel recente Osservatorio su AIM Italia, è calata dell’85% nel 2016 rispetto al 2015”. Gorni, che detiene il 14,93% del capitale sociale (nella tabella gli azionisti rilevanti), spiega in una nota diffusa dalla compagnia che “se un investitore rilevante ha necessità di uscire dalla propria posizione – evento che spesso accade per motivi indipendenti e decorrelati dalla performance dell’azienda – non ci sono sufficienti compratori e si crea dunque un effetto estremamente negativo sul titolo”. Si crea, aggiunge, una situazione di “pressione in vendita che si può protrarre anche per mesi (tanto serve per uscire da una posizione importante in condizioni di illiquidità del mercato) e che disincentiva gli scambi, creando sfiducia sul mercato e portando dunque ad un progressivo calo del rendimento del titolo”.

Fonte: Borsa ItalianaPossibile dunque che dietro le tensioni in Borsa della compagnia, che in prossimità della chiusura dell’esercizio ha anche perfezionato alcune acquisizioni (MailUp Nordics, già AdPepper Denmark, la controllata Globase International ApS e Agile Telecom), ci siano alcune tensioni fra i soci rilevanti.

Le parole dell’amministratore delegato fanno infatti intuire che ci sia uno o più azionisti che intendano cedere o diminuire la propria partecipazione e che siano le vendite continue dei soggetti in questione e la contemporanea mancanza di liquidità del mercato a creare turbolenze sul titolo. Il fatto che Gorni abbia deciso di spendersi ufficialmente sulla situazione attuale è sicuramente un segnale della preoccupazione che regna nell’azienda.

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“Siamo naturalmente dispiaciuti per questa situazione, su cui non abbiamo potere di intervento se non eseguendo al meglio il nostro lavoro e comunicando di volta in volta i nostri risultati al mercato – prosegue l’Ad -. In questo contesto, siamo consapevoli del lavoro che stiamo portando avanti giorno per giorno. Sappiamo che il nostro è un gruppo solido, in forte crescita, che da oltre 10 anni migliora i propri fondamentali finanziari, di semestre in semestre, aumentando costantemente il valore della propria equity”.

L’obiettivo principale resta “un ulteriore salto di crescita per poi puntare al passaggio sul mercato regolamentato”, con il lavoro quotidiano mirato “per continuare a crescere, migliorare i nostri fondamentali finanziari e il valore sostanziale della nostra equity, certi del fatto che nel medio periodo, in occasione di distribuzione di dividendi, del passaggio di mercato o di un evento di liquidità, il valore borsistico del gruppo si allineerà con l’effettivo valore del gruppo”.

L’inizio del forte calo in Borsa coincide temporalmente con la comunicazione di inizio maggio della società circa il programma di acquisto di azioni proprie, deliberato dall’assemblea dei soci del 28 aprile 2016. MailUp aveva allora reso noto che, “in considerazione delle attuali condizioni di mercato, in termini sia di liquidità che di volumi di scambi particolarmente limitati che potrebbero compromettere e/o impedire il raggiungimento degli obiettivi previsti dal programma di acquisto di azioni proprie”, la società avrebbe potuto “non rispettare il limite giornaliero di acquisto del 25% del volume medio giornaliero di azioni negoziato nel mercato”.

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