INNOVAZIONI

Microsoft, le app “universali” si creano sulla nuvola

Battezzata PowerApps. “Vogliamo dare a tutti la possibilità di creare e condividere applicazioni per il business”

01 Dic 2015

Antonio Dini

Il mosaico del cloud di Microsoft prende corpo. Dopo aver creato la base, cioè Azure, e i tools da usare nella nuvola, come il Crm e l’Erp, Microsoft ha lavorato sulla business intelligence e le interfacce (il front end) per acquisire e presentare i dati (Cortana e Microsoft PowerBI). Adesso è il momento delle app.

Qui il concetto però si fa più complesso. Da un lato, come insegna Ibm, i veri conoscitori dei loro business sono le aziende. Il lavoro di chi fa il software invece è quello di portare competenze tecniche, non logiche di business. Ecco quindi che le app diventano piccole macchinette assemblabili in modo facile, come diagrammi di flusso, da parte delle aziende stesse, seguendo la loro business logic.

Dall’altro, la mancanza a questo punto cronica di un ecosistema robusto per la creazione di app, che rende sempre più necessario trovare soluzioni alternative. Microsoft non può costruire migliaia di app per tutti i tipi di business sul mercato, e la logica di insegnare a pescare (progettare la app) anziché regalare pesce (sviluppare migliaia di app diverse) sembra azzeccata.

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Così, elemento di novità che emerge dalla prima giornata del Convergence 2015 in corso a Barcellona in queste ore, evento europeo che replica quello statunitense di alcune settimane fa, è il lancio di PowerApps (con già il sito www.powerapps.com attivo) per adesso in fase preliminare ma a breve in arrivo. Le aziende si registrano, aprono la loro sezione e cominciano a lavorare su app facili da assemblare che vengono realizzate automaticamente dal tool online di Microsoft e poi possono essere utilizzate internamente o condivise con i partner, clienti e canale. Dal grandissimo al più piccolo business.

Certo, senza un Crm dietro e senza gli insight che Cortana e la business intelligence di Microsoft (PowerBI) stanno costruendo, le app di PowerApp sarebbero vuote. Il lavoro per finire il mosaico è ancora lungo, altre aziende sono sicuramente più avanti in alcune aree e indietro in altre: Ibm ha dovuto cercare l’alleanza con Appleper avere una base di apparecchi ottimizzati sui quali fare di conto, mentre Microsoft ha potenziato la sua linea di business hardware mobile.

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