STRATEGIE

Samsung volta pagina: è l’ora del B2B

Internet of things, smart city e app economy: sono le aree pilastro delle soluzioni che verranno offerte al mondo enterprise. Senza dimenticare cloud, unified communication e sales force automation, da sviluppare con i partner invitati al primo Technology Summit. Barlocco: “Prenderemo sulle nostre spalle parte della responsabilità della digitalizzazione del Paese”

30 Set 2015

Domenico Aliperto

Il mondo Enterprise chiama e Samsung risponde. Sono sempre di più le opportunità che, specialmente in un mercato assetato di innovazione come quello italiano, si possono cogliere nell’ambito B2B quando si è specialisti tecnologici e si dispone di una schiera di partner capaci di sviluppare soluzioni per settori verticali. Così la filiale tricolore del colosso sudcoreano dell’elettronica di consumo ha deciso di entrare nel vivo del dibattito (e del business) organizzando il suo primo Technology Summit. Un evento che si è svolto oggi a Torino e che ha visto la partecipazione dei vertici del gruppo oltre che di alcuni leader della trasformazione digitale che sta attraversando le imprese lungo lo Stivale: Google, SAP, Oracle, Cisco, ciascuna azienda ha contribuito portando la propria testimonianza e confermando il proprio supporto all’ecosistema che Samsung sta costruendo a cavallo di Cloud, unified communication, mobile payment, sales force automation e digital shop experience.

“Da leader di mercato intendiamo prendere sulle nostre spalle parte della responsabilità della digitalizzazione del Paese”, ha detto Carlo Barlocco, Deputy President Samsung Electronics Italia, aprendo i lavori. “Siamo in ritardo sull’agenda digitale e la spesa in nuove tecnologie è sotto la media europea. Questo comporta inefficienza e tassi di crescita sensibilmente inferiori a quelli dei mercati a maggiore tasso di innovazione. Questo primo appuntamento, che spero confermeremo in futuro, ha l’obiettivo di aprire un confronto che aiuterà i player del comparto a capire in che modo l’ottimizzazione dei processi aziendali può contribuire allo sviluppo della digitalizzazione e quindi alla crescita economica”.

Barlocco ha spiegato che attualmente la parte consumer pesa per il 65% del fatturato globale di Samsung, ma che la quota di revenue delle operazioni B2B è destinata a crescere. “Anche se ormai è sempre più difficile tracciare una linea netta tra prodotti consumer e soluzioni B2B”, ha precisato il manager. “I macro temi su cui ci concentreremo? Internet of things, smart city e app economy. Sull’IOT l’Italia ha un mercato potenziale enorme da sviluppare: l’Unione europea stima per il 2020 un giro d’affari da mille miliardi di euro sugli oggetti connessi, e quindi il nostro Paese, che pesa per il 10% sull’economia comunitaria, dovrebbe passare nei prossimi cinque anni dal miliardo e mezzo di euro che genera ora a circa cento miliardi. Rispetto alla smart city crediamo di aver contribuito a realizzarne una perfetta, efficace, funzionale attraverso l’esperienza di Expo 2015. Dall’app economy, che non solo ha cambiato il modo di lavorare, ma ha creato anche nuove professioni, trarremo ulteriori spunti per costruire architetture che trascenderanno il concetto di device e ci aiuteranno a compiere il prossimi passi lungo il percorso della digital transformation. “Ma”, ha concluso Barlocco, “tutto questo non può prescindere da un’adeguata formazione nelle scuole, da cui devono ancora uscire i veri nativi digitali. Ed è l’education il pilastro su cui poggeremo gran parte dei nostri sforzi”.

Dopo l’intervento di Barlocco si sono succeduti sul palco i partner tecnologici di Samsung. Massimiliano Caranzano, senior manager World wide Collaboration organization di Cisco, ha raccontato di come sia capace di gestire il proprio ruolo di responsabilità internazionale senza muoversi non tanto dall’ufficio, ma addirittura da casa, sfruttando in prima persona le soluzioni di videoconferenza che vende ai propri clienti. “Fino a qualche anno fa ero titolare praticamente di tutte le loyalty card offerte dalle compagnie aeree, e passavo gran parte del mio tempo in volo, per raggiungere i miei interlocutori in ogni parte del mondo. Oggi, grazie alla tecnologia, la mia produttività è persino aumentata, a fronte di una sensibile riduzione dei costi per l’azienda”.

Ma se proprio si deve andare in ufficio, per Fabio Fregi, Country Manager di Google for Work, nel momento in cui si passano i tornelli d’ingresso, i collaboratori dovrebbero trovarsi in un ambiente che offra loro la stessa esperienza tecnologica che vivono da consumatori. “È sotto gli occhi di tutti: i nuovi modelli di business stanno mettendo fuori gioco i vecchi player in una moltitudine di settori diversi. Oggi più che mai, e soprattutto nella corsa all’innovazione, il capitale umano è la risorsa aziendale più preziosa. Per fortuna”, ha aggiunto Fregi, “sotto questo profilo noto una sempre maggiore consapevolezza nei responsabili delle imprese”.

Giovanni Ravasio, Country Leader Applications di Oracle Italia, ha invece spiegato che il contributo di Samsung è fondamentale per tradurre in pratica la strategia di gestione dei clienti che il suo gruppo propone al mondo Enterprise. “Nel Cloud ci sono dati che le aziende possono utilizzare per migliorare la profilazione del comportamento delle persone, sia quando si trovano al lavoro sia quando affrontano processi di acquisto o situazioni di consumo”, ha detto Ravasio. “Capire il comportamento dei consumatori, integrare i giusti pattern nella propria proposizione, e iniziare a predisporre offerte personalizzate sono i primi passi per arrivare al futuro, che nella nostra visione è all’insegna del marketing one-to-one”.

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Anche Zoran Radumilo, Innovation Sales Director di Sap Italia, parla di cuore digitale riferendosi alle leve che oggi governano il mercato. “Usare i dati significa esplorarli per trovare in real time informazioni utili a prendere decisioni anche radicali, ma consapevoli. Tante aziende hanno scelto di reimmaginarsi, creando offerte mirate tramite canali innovativi”.

È ciò che sta facendo per esempio Oberon Service, che attraverso soluzioni di mobile printing e print management sta traghettando il mondo della stampa tradizionale nell’era della dematerializzazione. “La sfida oggi è la gestione dei flussi”, ha confermato Giorgio Gesi, il Ceo della società. “L’efficienza dei processi sta anche nel digitalizzare oggetti che digitali non sono”.

La convergenza dell’hardware Samsung con le soluzioni dei partner ha trovato sbocco anche in due recenti case history. Unicredit sta sfruttando le tecnologie di videoconferenza per permettere ai propri clienti di entrare in contatto con un consulente, all’interno dell’area fai-da-te delle filiali, anche in orari in cui gli uffici sono chiusi. Mentre la mobile app consente di richiedere prestiti in tempo reale semplicemente accedendo alla piattaforma di home banking, che analizza in pochi istanti la situazione del conto corrente e autorizza l’operazione. L’Oreal ha invece implementato un’applicazione che ha l’obiettivo di ripopolare i saloni di bellezza offrendo insieme ai gestori degli esercizi un’esperienza interattiva e social. Il progetto pilota è partito in Italia, in due centri milanesi. Ma visto il rapido successo (il top management di L’Oreal parla di un incremento di fatturato del 30%) dovrebbe essere estesa anche in altri mercati.

Il futuro? Nel segno della realtà virtuale, soprattutto in ambito museale, turistico e promozionale, dove Samsung sta già mettendo a frutto le funzionalità del proprio visore Gear.

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