Coding, in campo 400 giovani italiane

Presentato a Roma, all’Ambasciata Usa, il progetto Coding Girls che coinvolge studentesse di sette scuole della capitale e di Napoli. Microsoft il big sponsor dell’iniziativa che vede coinvolta anche la Fondazione Mondo Digitale

03 Nov 2015

Mila Fiordalisi

Colmare il gender gap nel mondo dell’Ict e soprattutto valorizzare i talenti femminili facendo leva sul coding. Questo l’obiettivo alla base del progetto Coding Girls che per la seconda edizione vede coinvolte 700 studentesse italiane di sette scuole secondarie di Roma e Napoli, in una full immersion settimanale (2-8 novembre) dedicata allo sviluppo software e di app con tanto di hackaton conclusivo.

Presentato presso la sede dell’Ambasciata Usa a Roma, il progetto – che conta sul supporto di Microsoft e Fondazione Mondo digitale nonché della stessa ambasciata americana – “punta a rendere più competitive le nuove generazioni e soprattutto le giovani donne alle quali devono essere garantite eguali opportunità di esprimere il proprio talento – ha sottolineato Gloria Berbena, Minister Counselor for Press and Cultural Affairs dell’Ambasciata Usa. “Non dobbiamo sprecare questo potenziale”, ha aggiunto nel ricordare che gli Stati Uniti “da sempre considerano l’innovazione un pilastro della crescita economica”.

All’evento ha presenziato anche Daniele Barca, dirigente dell’Ufficio Innovazione del Miur, il quale ha acceso i riflettori sul piano Scuola digitale da un miliardo di euro appena presentato dal ministro Stefania Giannini: “Per la prima volta il Miur si pronuncia ufficialmente sul digitale e mette nero su bianco gli obiettivi”. “Non si tratta di un libro dei sogni – ha detto Barca – e molte azioni sono già partite come quelle che riguardano ad esempio la diffusione del wi-fi o la realizzazione di ambienti innovativi”. Barca si è focalizzato in particolare sull’azione numero 20 del Piano Scuola digitale che “mira a fare emergere le esperienze che stanno sorgendo dal basso a livello territoriale per ridurre il divario di genere e vedere progressivamente aumentare gli iscritti alle facoltà universitarie tecnologiche”.

“C’è molto da lavorare”, ha però aggiunto Mirta Michili direttore generale della Fondazione Mondo Digitale, che nel citare le stime del World Economic Forum ricorda che “saranno necessari 80 anni per colmare l’attuale gender gap nell’Ict” e che in Europa ci sono 900mila posti vacanti a causa della mancanza di skill digitali. “In Italia i laureati in materie scientifiche e tecnologiche sono il 13,2% del totale: il 10,8% sono donne, il 15,4% uomini. Le sviluppatrici donne in Europa sono 9 su 100 e la percentuale di donne manager nel settore ICT è del 19%”, ha puntualizzato Michili.

Da parte sua Orlando Ayala, chairman Emerging Markets di Microsoft Corporation ha acceso i riflettori sul ruolo dell’Italia “dove è stato battezzato per la prima volta il progetto Pink Cloud che si punta a replicare in altri Paese e che mira a sviluppare professioniste del cloud”. Microsoft, ha annunciato Ayala, “nei prossimi tre anni investirà 75 milioni di dollari in programmi che hanno l’obiettivo di facilitare ed incrementare l’accesso alla formazione tecnologica per tutti i giovani, soprattutto per quelli provenienti da aree meno rappresentate”.

I laboratori di coding nelle scuole della “staffetta” formativa sul coding sono tenuti da tutor esperti della Sapienza Università di Roma, di Tor Vergata e dell’IIS Pacinotti-Archimede di Roma e sono capitanati dalla coach statunitense Ashley Gavin. Importante novità di quest’anno è il coinvolgimento delle scuole napoletane, che avverrà in coordinamento con il Consolato Generale Usa per il Sud Italia.

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