STARTUP

D-Orbit, nuovo finanziamento da 1,8 milioni: pronto l’ingresso sul mercato

La startup spaziale per la rimozione dei satelliti a fine ciclo ha raccolto in poche settimane 3 milioni di euro. Si avvicina l’ingresso nell’industria satellitare: già convinte Nasa ed Esa, la missione D-Sat inizierà nel 2016

18 Nov 2015

Andrea Frollà

D-Orbit fa un passo decisivo verso l’ingresso sul mercato. La startup italiana, attiva nel settore spaziale e nata nel 2011 da un’intuizione dell’attuale ad Luca Rossettini, ha infatti chiuso un round di finanziamento da 1 milione e 830mila euro correlato all’emissione di strumenti finanziari partecipativi. Tra i finanziatori coinvolti il Club degli investitori, lead investor del progetto che ha messo sul piatto 1,3 milioni, i due partner storici di D-Orbit, ossia TTVenture e Como Venture, cui si aggiungono un gruppo di imprenditori dell’area comasca.

“Quando il progetto è davvero innovativo e se ne vedono le potenzialità, i soci del Club non si tirano di certo indietro – commenta Giancarlo Rocchietti, presidente del Club degli Investitori – Quando entriamo in contatto con un’azienda come D-Orbit, con un team manageriale di altissimo livello che ha già convinto la NASA ed ESA, non possiamo che mettere sul piatto una cifra importante per accelerarne lo sviluppo”.

L’obiettivo è quello di competere a testa alta nell’industria satellitare, che genera un giro d’affari annuale di 200 miliardi e in cui i margini di ingresso e sviluppo non mancano. Nello specifico di D-Orbit, la startup punta a competere grazie all’innovativo si sistema dei decommissioning, che permette di rimuovere dallo spazio i satelliti a fine ciclo riconducendoli sulla terra e garantendo minor costi agli operatori satellitari. Oltre ad una maggiore fruibilità dei servizi e un aumento della redditività dei satelliti stessi.

D-Orbit ha la sede di produzione in Italia ma ha anche costituito delle aziende sussidiarie in Portogallo e Stati Uniti, dove stanno investendo per trasformare l’azienda Usa nel nostro veicolo per il mercato Americano. Nel giro di poche settimane la startup italiana ha raccolto circa 3 milioni di euro, visto che agli 1,8 milioni appena ottenuti si aggiunge 1 milione e 200mila euro garantito da Unicredit tramite il Fondo centrale di garanzia per le startup innovative.

Il prossimo passo operativo riguarda la Missione D-Sat prevista per il 2016, con il lancio del primo satellite al mondo che, a fine vita, verrà rimosso dallo spazio in modo sicuro, diretto e controllato.

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“Portare principi di sostenibilità strategica nel settore spaziale non solo sta cambiando il modo di progettare satelliti ma aprirà le porte ad una nuova filosofia di mercato spaziale: innovativo, profittevole per tutti gli stakeholders e soprattutto capace di futuro—commenta l’ad di D-Orbit Luca Rossettini — La dimostrazione di fiducia da parte di questi nuovi attori finanziari aumenta la motivazione e soprattutto la velocità con cui riusciremo a penetrare il mercato e a proseguire verso le altre fasi di sviluppo di una società che non può che crescere.”

Anche TTVenture, il fondo di Venture Capital del Gruppo Quadrivio, ha dunque confermato il suo supporto a D-Orbit, progetto in cui crede fermamente e al quale partecipa attivamente fin dalla costituzione della società.

Così come Como Venture che ha scelto di investire nuovamente in D-Orbit, promuovendo l’istituzione di un club di Imprenditori comaschi, i quali hanno sottoscritto un ulteriore finanziamento al progetto, per un totale di 230 mila euro.

Gli aspetti legali dell’operazione, che costituisce uno dei primi casi in Italia di emissione di strumenti finanziari partecipativi da parte di una s.r.l. “innovativa”, sono stati curati dallo studio legale Bird & Bird. Il Club degli Investitori è stato invece assistito dallo studio BenessiaMaccagno.

D-Orbit sta inoltra partecipando al programma Best (Business Exchange and Student Training), promosso da Invitalia e dal BEST Steering Committee, entità che condivide le finalità istituzionali degli scambi culturali fra l’Italia e gli Stati Uniti. L’iniziativa punta a favorire la crescita dell’imprenditorialità italiana e dell’innovazione tecnologica mediante partnership con aziende e università americane.

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