Frequenze, Confalonieri: “No a cessione 700Mhz alle Telco”

Il presidente di Mediaset in commissione Trasporti alla Camera: “Il digitale terrestre per esistere, innovarsi e crescere ha bisogno di spazio”. Su Telefonica: “Il loro 11% in Premium ci fa comodo, vogliamo espandere il nostro raggio d’azione”. E sugli Ott: “Serve un campo da gioco uguale per tutti”

15 Lug 2014

A.S.

Si può intervenire sulle frequenze soltanto “per conservare alla tv terrestre tutta la banda necessaria al suo sviluppo, nel rispetto della neutralità tecnologica e della concorrenza tra piattaforme”. Lo ha detto Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, in audizione alla commissione Trasporti della Camera. “Il digitale terrestre per esistere, per innovarsi e crescere ha bisogno delle frequenze terrestri – ha sottolineato – La tecnologia digitale terrestre è la più efficiente per portare il segnale broadcast. Se tutta la banda 700 MHz fosse riservata agli operatori mobili – ha argomentato – il Dtt perderebbe il 30% delle frequenze in uso e risulterebbe fortemente discriminato rispetto alle altre piattaforme. Alla fine, la tv terrestre sarebbe condannata alla marginalizzazione, con tutti gli impatti negativi per i consumatori, l’occupazione, le aziende, il pluralismo e l’industria italiana dei contenuti. E con l’ulteriore beffa degli operatori di telefonia mobile insoddisfatti – ha proseguito Confalonieri – visto che dei 700 MHz non si accontentano, e che hanno chiesto in sede europea di poter usare l’intero spettro Uhf, confermando quello che si è capito da tempo: l’idea è che, se non si leva di mezzo la trasmissione terrestre, non riesce il tentativo di far circolare i contenuti tv solo sulla broadband. Cosa che secondo i più velleitari è l’unica ipotesi per poter innalzare la domanda di connessione mobile e giustificare così gli alti costi pubblici per la diffusione della broadband mobile”.

Ma durante l’audizione Confalonieri ha toccato molti dei “temi caldi” per l’universo dei broadcaster: “Seguendo lo sviluppo della tecnologia – ha detto rispondendo a una domanda sulla possibilità di alleanze con Telecom e sulle future strategie di Mediaset – ha senso avere rapporti con i telefonici. Che ci sia possibilità di fare alleanze telecom-broadcaster – ha sottolineato – è nelle cose”.

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Poi il focus si è spostato sul caso Mediaset-Telefonica: “L’11% di Telefonica in Mediaset Premium – ha detto – ci fa comodo. Nella nostra strategia c’è di espandere il nostro raggio di azione, di rivolgerci sempre di più all’esterno e, sia nella tecnologia sia per il carattere geografico: poi vedremo quello che si potrà fare”. “Certo – ha aggiunto – deve cambiare un po’ anche il periodo economico perché, se resta l’economia quello che è, i consumi sono quello che sono e quindi gli incassi pubblicitari restano così depressi, non è che hai tante possibilità di investire o in contenuti o in altro, ma fai un’attività di normale amministrazione, non certamente di ampie visioni per il futuro. Speriamo che cambi”.

Poi Confalonieri è tornato a chiedere regole uguali con i big internet, i cosiddetti Over the top: “Vogliamo un campo uguale – ha detto – lo stesso terreno di gioco. Questi signori hanno totale libertà anche di piratare, e postano i nostri contenuti e ci mettono sopra la pubblicità. Allora intanto paghino i contenuti, e poi paghino le tasse. Non le pagano come le paghiamo noi. La concorrenza è questo, non chiediamo altro, vogliamo parità di trattamento. Se è tutto gratis – ha puntualizzato – nessuno farà più i contenuti”

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