MERCATO

Gartner: server, la crisi morde i mercati high-end

Gartner: male l’Europa e il Giappone, la crescita di Usa e Asia-Pacifico non riesce a contrastare il calo diffuso. Crollano i server Risc/Itanium-Unix. Ma tra i produttori brillano Dell e Cisco

28 Mag 2013

Patrizia Licata

Non c’è ancora ripresa per il mercato dei server, colpito soprattutto sui mercati high-end di Emea e Giappone: le unità distribuite a livello mondiale nei primi tre mesi del 2013 sono scese dello 0,7% anno su anno, mentre il fatturato si è contratto addirittura del 5% rispetto al primo trimestre del 2012, come rileva l’ultimo report della società di ricerche Gartner.

“Il primo trimestre del 2013 non è certo stato un periodo di buoni affari per il mercato dei server su scala globale”, commenta Jeffrey Hewitt, research vice president di Gartner. “Le uniche regioni che crescono sono l’Asia-Pacifico e gli Stati Uniti: la prima area è quella che registra i risultati migliori, con incrementi delle vendite e delle revenues rispettivamente del 7% e dell’1,7%. Ma non è sufficiente a compensare la flessione nelle altre regioni, tutte con risultati negativi”.

Secondo le analisi di Gartner, nel primo trimestre 2013 la crescita del numero di server x86 distribuiti nel mondo è rimasta piatta, mentre i guadagni sono aumentati dell’1,8%. I server Risc/Itanium Unix sono invece in forte contrazione: -38,8% le unità distribuite e -35,8% le revenues dei vendor, a livello globale, rispetto a quanto realizzato nel primo trimestre 2012. Nella restante categoria “altre Cpu”, che comprende soprattutto i mainframe, le entrate globali sono in crescita del 3,6%.

A livello di vendor, Ibm risulta la leader mondiale del mercato dei server per fatturato, con un totale che supera i 3 miliardi di dollari e una quota del 25,5% del mercato mondiale nel primo trimestre 2013, in calo però di 2,5 punti rispetto allo stesso periodo del 2012. Anche il fatturato è in calo, del 13,6%.

E’ così anche per Hp, seconda a livello globale per revenues (2,9 miliardi di dollari, in diminuizione del 14,4%) e prima per vendite (ma sempre con una forte flessione anno su anno, del 15,2%) e una quota di mercato del 25%. Dell è terza ed è l’unica azienda in crescita, sia per revenues (+14,4% a 2,1 miliardi di dollari) sia per vendite (+2,6%). Fujitsu e Oracle completano la top five di Gartner basata sulle revenues, ma subiscono entrambe una contrazione (Oracle in particolare, -27,2%).

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Sul piano delle vendite, la classifica dei vendor di Gartner vede in testa, dopo la leader Hp, che ha uno share mondiale del 24,9%, Dell (come abbiamo visto in crescita), seguita da Ibm, Fujitsu e Cisco,unica, oltre a Dell, a registrare un aumento delle unità distribuite (+33%).

Le performance sul mercato Emea (Europa, Medio Oriente, Africa) sono per il primo trimestre poco incoraggianti: le unità distribuite risultano in calo del 6,8% rispetto al primo trimestre 2012, mentre le revenues (2,9 miliardi di dollari) sono scese del 9,6%. “I budget sono contenuti e la spesa in server non è prioritaria per molte aziende pubbliche e private”, commenta Adrian O’Connell, research director di Gartner. “Per ora il 2013 si annuncia come un anno difficile”.

Tutte le regioni dell’Emea risultano in contrazione: le entrate in Europa occidentale sono diminuite del 9,6%, quelle in Europa orientale del 9,4%, quelle in Medio Oriente e Africa del 13,4%. Dell e Fujitsu sono gli unici server vendor le cui entrate in Emea sono cresciute nel primo trimestre.

Come su scala globale, anche in Emea sono i server Risc/Itanium-Unix a crollare (revenues che scendono del 54,8%), perché gli utenti migrano verso piattaforme alternative meno costose e più flessibili. Tengono i server x86 (+1,8%), mentre la categoria “altre Cpu” perde il 9,9% delle revenues.

Peggio dell’Europa va il Giappone con un calo del 19% delle entrate. “La realtà per i vendor di server è che i livelli di spesa sono molto bassi, con una particolare debolezza nel segmento high-end”, conclude O’Connell. “Ci sono delle aree di opportunità ma i vendor devono mostrarsi agili, per coglierle al volo. L’outlook per il 2013 resta comunque difficile”.

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