IL CASO

Google, Antitrust Ue potrebbe aprire “dossier” Android

La portoghese Aptoide presenta un esposto alla Commissione Ue. L’accusa contro il motore è di bloccare la concorrenza per favorire il proprio store di applicazioni. Un’accusa che si aggiunge a quella di Nokia, Microsoft e Oracle per comportamenti anticompetitivi legati all’uso del sistema operativo

17 Giu 2014

Patrizia Licata

Nuovi guai antitrust per Google in Europa: dopo il dossier aperto sulla posizione dominante di Mountain View nella ricerca online, questa volta il colosso di Internet rischia che nel mirino dei regolatori dell’Unione europea finisca il sistema operativo mobile Android.

Per ora siamo nella fase preliminare: non c’è un’inchiesta formale ma un reclamo presentato all’Antitrust europeo da un’azienda che lamenta un comportamento anti-concorrenziale di Google. La società in questione è la portoghese Aptoide—che gestisce un marketplace per applicazioni mobili – la quale sostiene che Google abusi della sua posizione dominante sul mercato degli smartphone per spingere gli utenti via dagli app store rivali come quello di Aptoide a favore del suo Google Play.

“Facciamo fatica a crescere, anche a sopravvivere, di fronte a Google che sistematicamente crea ostacoli agli utenti a installare app store di terze parti sulla piattaforma Android e blocca la concorrenza sul suo Google Play“, dichiara Paulo Trezentos, co-fondatore e Ceo di Aptoide.”L’obiettivo di Google è semplice: evitare che consumatori e imprese scelgano un app store in base alla qualità della tecnologia”.

La società di Lisbona, che ha 6 milioni di utenti unici mensili, intende “unire le forze con altri negozi indipendenti di applicazioni per formare un fronte comune” contro Big G.

L’esposto di Aptoide è solo l’ultimo di una serie di reclami pervenuti all’Antitrust Ue che hanno al centro Google e una presunta condotta anti-concorrenziale relativa al suo sistema operativo mobile. L’anno scorso Nokia, Microsoft, Oracle e altre aziende hanno presentato un esposto alla Commissione europea accusando Google di comportamento anticompetitivo per il modo in cui usa Android per promuovere le proprie applicazioni sugli smartphone.

In questo caso, il gruppo di aziende capitanato da Nokia e Microsoft sostiene che i produttori di smartphone con sistema Android che vogliono includere applicazioni di Google come le Mappe, YouTube o Play sono costretti anche pre-caricare un’intera suite di servizi mobili di Google e dar loro una posizione di default prominente sullo schermo del telefono. Google a questo riguardo ha per ora solo replicato che continua a “collaborare attivamente con la Commissione europea”. L’esposto presentato da Aptoide è indipendente da questo.

Gary Reback, avvocato dello studio Carr & Ferrell che rappresenta diverse aziende che hanno denunciato alle autorità europee e americane i comportamenti in manteria di concorrenza e privacy di Google, sostiene oggi sul Wall Street Journal che la mossa di Aptoide è significativa perché per la prima volta è un singolo imprenditore in diretta concorrenza con Google ad accusare il colosso di Mountain View, mentre finora le denunce erano arrivate da gruppi di interesse composti da colossi hitech.

I regolatori Ue non hanno ancora aperto un’inchiesta formale sul sistema operativo Android, ma Joaquín Almunia, capo dell’Antitrust europeo, ha detto lo scorso mese che il suo ufficio sta considerando questa possibilità. Intanto, il patteggiamento che Google ha proposto con i regolatori dell’Ue sul suo dominio nella ricerca online è molto criticato dai governi francese e tedesco, che vorrebbero regole pià stringenti per il colosso di Internet e spingono perché Google faccia concessioni più generose.

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