Internet, tutto quello che i bambini non dicono

Indagine Kaspersky Lab: il 36% degli under16 italiani nasconde attività online potenzialmente pericolose. E un teenager su quattro utilizza anonymizer e password di cui la famiglia non è conoscenza. “Parental control sistema efficace”

11 Ott 2016

F.Me

Il 36% dei bambini italiani, con età compresa tra gli 8 e i 16 anni, nasconde attività online potenzialmente pericolose ai propri genitori. La fotografia è scattata da un’indagine condotta da Kaspersky Lab e iconKids & Youth.

Più il bambino è grande, più “cose” nasconde. All’età di 8-10 anni, solo un quarto (25%) dei bambini non informa i genitori di incidenti capitati su Internet, ma il numero aumenta al 45% per i teenager tra i 14 e i 16 anni. Molti genitori di bambini “taciturni” rimangono all’oscuro di quello che i propri figli fanno online. Più le attività sono pericolose, meno è probabile che i genitori ne vengano a conoscenza. Nel 100% dei casi in cui i ragazzi hanno nascosto attività come visitare siti non adatti, scaricare app o materiali illegali così come inviare o guardare video e foto inappropriati, i genitori non ne sono mai venuti a conoscenza. Inoltre, quasi tre adolescenti su quattro hanno nascosto ai propri genitori di essere entrati in contatto con persone inappropriate attraverso i social media.

I bambini, oltre a tacere i comportamenti online proibiti, cercano anche di aggirare il controllo dei genitori. Un bambino su quattro (25%) ha ammesso di averlo fatto, utilizzando anonymizer, password sui propri dispositivi di cui i genitori non sono a conoscenza, navigando online mentre i genitori sono assenti e cancellando la cronologia delle proprie attività su Internet, ecc. Inoltre, un bambino su undici (9%) utilizza programmi specifici che servono a nascondere le app utilizzate.

Al contempo, molti bambini affermano di non fare nulla per aggirare il parental control dei software. Infatti, circa tre quarti (72%) dei bambini trova d’aiuto che i genitori spieghino loro le minacce online a cui possono andare incontro, cosa che risulta essere molto utile ai genitori che vogliono proteggere i propri figli ovunque essi si trovino.

“Le cure e la guida dei genitori non devono solo limitarsi al mondo reale perché oggi gran parte della vita dei bambini viene trascorsa online – spiega Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky Lab – Quando i genitori non sono presenti, possono proteggere i propri figli con soluzioni specifiche di parental control. Questi programmi non servono solo da scudo per i bambini contro siti pericolosi, app su computer fissi e dispositivi mobile, ma anche a rendere i genitori consapevoli dei rischi a cui i bambini vanno incontro. Questo serve come opportunità per avere con i propri figli una conversazione più focalizzata sulle minacce online”.

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