Inwit, Mediobanca e Banca Imi: “Vale tra i 2 e i 2,6 miliardi”

I due global coordinator mettono a punto i loro dossier per gli investitori in vista della quotazione in borsa delle torri Telecom. Sul mercato potrebbe andare fino al 40% del capitale della società

26 Mag 2015

A.S.

Più di due miliardi di euro. E’ questo il valore di Inwit, la societa delle torri di trasmissione per la telefonia mobile di Telecom Italia, in procinto nelle prossime settimane di sbarchare a piazza Affari, secondo i due global coordinator dell’Ipo, Mediobanca e Banca Imi.

Secondo lo studio di Banca Imi per gli investitori, citato da Reuters, la società potrebbe valere tra i 2,081 e i 2,379 miliardi di euro, cioè a premio rispetto a Ei Towers e a sconto rispetto alle società Usa del settore. Una valutazione che corrisponde a multipli EV/Ebitda sul 2015 pari a 15,4 volte al minimo della valutazione e pari a 17,6 volte al massimo.

Quanto allo studio di Mediobanca, il range di valutazione dell’equity è più ampio, tra i 2 e i 2,6 miliardi di euro. Gli analisti hanno utilizzato i multipli del 2016 e la valutazione corrisponde a 16-21 volte il rapporto tra enterprise value e operating cash flow, definito come Ebitda meno capex.

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Telecom Italia, che avrà un lock up di 180 giorni, venderà fino al 40% del capitale, inclusa una greenshoe fino al 15% dell’offerta. Secondo gli studi, la società, nata dal recente spin-off delle torri Telecom, ha archiviato il 2014 con ricavi pro-forma pari a 314 milioni, un Ebitda di 134,6 milioni, un Ebit di 124,5 milioni e un utile netto pari a 82,2 milioni. All’1 aprile scorso la posizione finanziaria netta era negativa per 132 milioni.

Mediobanca stima per il periodo 2014-2018 una crescita media annua dei ricavi di Inwit, per cui l’81% dei ricavi deriva dagli affitti a Telecom Italia, pari al 2,5% e dell’Ebitda pari al 7%. Entrambi gli studi mettono in evidenza le opportunità che potrebbero derivare per Telecom Italia dalla riorganizzazione del mercato italiano delle torri, scommettendo su un prossimo consolidamento e su un ruolo chiave della società delle torri in questo processo. A questo proposito Mediobanca sottolinea che, per il momento, Telecom Italia vuole mantenere il controllo, “ma, nel lungo termine, è poco probabile che per il gruppo avere il controllo dele infrastrutture sia una priorità”.

Dallo studio di Banca Imi emerge che Inwit per ora ha escluso l’espansione all’estero o una diversificazione in altri settori, restando impegnata sul mercato domestico. La scorsa settimana una fonte aveva spiegato che le banche adviser di Telecom Italia valutavano il 40% di Inwit tra 810 e 970 milioni di euro.

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