INNOVAZIONE

Madia: “Riforma digitale della PA spinta per la democrazia”

Il ministro della Semplificazione e Pubblica amministrazione rilancia sul progetto Italia Login: “L’accesso ai servizi digitali è una questione di diritti e di cittadinanza”. E avverte: “Se falliamo sulla digitalizzazione non ci sarà nessuna riforma della PA”

02 Mar 2015

Federica Meta

“Se falliamo sulla digitalizzazione non ci sarà la riforma della pubblica amministrazione, che non serve solo a modernizzare l’Italia ma anche ad aumentare la democrazia, perché l’accesso ai servizi digitali è una questione democratica”. Lo ha detto il ministro della Pubblica amministrazione e Semplificazione, Mariana Madia, durante il suo intervento a un convegno a Roma sulla fatturazione elettronica.

“La riforma è una grande opportunità, non possiamo nasconderci dietro ai ritardi della domanda e dell’offerta per internet. Abbiamo chiaro dove vogliamo arrivare: c’è un grande progetto che abbiamo chiamato Italia Login, una rivoluzione in Italia dove – ha spiegato – vogliamo che ci sia un accesso a tutti i servizi in digitale”.

“Troppe poche persone – ha proseguito il ministro – utilizzano internet. Ci siamo dati come obiettivo quello del pin unico per i servizi elettronici, che entro il 2015 raggiungerà tre milioni di italiani per arrivare a 10 milioni nel 2017. Ed entro il 2018 – ha detto Madia – la maggior parte dei servizi passerà attraverso questo pin”.

La difficoltà, ha continuato il ministro, è che non si tratta solo di “una norma che prima non c’era e adesso sì, ma che serve uno sforzo in più sulla digitalizzazione. La prossima scadenza – ha concluso – sarà importante: dalla fine di marzo saranno 20mila le amministrazioni che avranno l’obbligo della fatturazione digitale che significa riduzione dei costi per il cittadino e benefici concreti per le imprese e la PA”.

Come annunciato nei giorni scorsi dall’Agenzia per l’Italia digitale, la PA è “pronta” alla scadenza del 31 marzo, quando la fattura elettronica, ora attiva in “circa 40” PA centrali, diventerà obbligatoria in tutte le altre, “oltre 20 mila”, per un totale di “almeno 50 mila uffici”.

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Come spiegato in un’intervista a CorCom, da Maria Pia Giovannini, responsabile Area Pubblica Amministrazione di Agid, “l’Agenzia sta operando, in collaborazione con Anci- Ifel, per sensibilizzare e supportare le PA nel percorso di adozione della fattura elettronica”. Inoltre è stata inviata inviata, tramite posta elettronica all’indirizzo del responsabile finanziario di ogni amministrazione, una nota di riepilogo degli adempimenti, con il richiamo ad una serie di riferimenti documentali utili all’attuazione della fatturazione elettronica, unitamente alla richiesta di compilazione di un breve questionario.

I dati richiesti sono abbastanza semplici, e costituiscono anche un utile punto di partenza per iniziare a programmare le azioni organizzative necessarie per arrivare preparati al prossimo 31 marzo Il questionario proposto chiede anche alcuni dati quantitativi, cioè il numero di fatture ricevute nel 2013 e 2014, i picchi di ricezione e i volumi massimi di documenti. Le informazioni servono a dimensionare il Sistema di interscambio (Sdi) per la ricezione delle fatture.

Ma nel dettaglio cosa devono fare le PA prima della scadenza del 31 marzo? Prima di tutto nominare un referente per la fatturazione che rappresenti l’interfaccia istituzionale nei confronti della varie strutture del progetto. È poi necessario censire gli uffici destinatari delle fatture, aggiornando i dati presenti sull’Indice della pubblica amministrazione (Ipa) e associando agli uffici individuati il servizio di fatturazione elettronica. Inoltre, dopo aver censito tutti i contratti in essere, andrà ad effettuare un collegamento fra ufficio destinatario di fatturazione elettronica e contratto al fine di poter comunicare ai rispetti vi fornitori i codici ufficio assegnati dall’Ipa necessari per indirizzare correttamente la fattura elettronica. Infine l’integrazione dei sistemi: la PA adegua i propri sistemi di contabilità e procedere alla integrazione con i sistemi infrastrutturali del progetto, ovvero Sdi (Sistema di Interscambio).

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