Mediaset-Vivendi, l’assalto fulmineo di Bolloré per stanare Berlusconi

L’ascesa della media company obbliga il Cav a decidere fra lo scontro e l’apertura di un nuovo tavolo di trattative. L’ipotesi di Opa non convince gli analisti, che propendono per un’intesa forzata. E la legge prevede un divieto anti-concentrazione per Tv, radio ed editoria. Intanto la politica scende in campo

15 Dic 2016

Andrea Frollà

parigi-francia-161215165722

La salita di Vivendi al 20% di Mediaset è la prosecuzione di una guerra iniziata con il caldo estivo. E potrebbe essere anche il preludio di un’alleanza forzata fra Berlusconi e Bolloré, frutto della strategia da squalo messa in campo dal patron di Vivendi per far uscire allo scoperto l’ex premier dopo i vani tentativi di intesa. Guardando ai frenetici giorni della settimana in corso emerge un quadro tutt’altro che limpido, sporcato dai movimenti continui delle pedine sullo scacchiere finanziario italo-francese, dalle posizioni politiche contrastanti e da player terzi spettatori interessati o possibili attori entranti. Battaglie legali vecchie e nuove, scambi azionari agitati a Piazza Affari, intrecci politico-economici e potenti famiglie coinvolte: il caos calmo delle scorse settimane nelle querelle Mediaset-Vivendi è insomma un lontanissimo ricordo.

Vivendi: “Interesse strategico, non ostilità” – Il fulmineo aumento della partecipazione di Vivendi in Mediaset, passata dal 3,01% di lunedì sera al 20% di ieri annunciato a Borsa chiusa dopo l’inframezzo al 12,3% di martedì. Una tre giorni di sprint a tinte francesi che ha scatenato la fantasia degli investitori, con un titolo in fibrillazione capace di guadagnare il 31,86% l’altro ieri portando il titolo ai massimi storici nella sua vita a Piazza Affari, e la contromossa di Fininvest andata a caccia di azioni Mediaset. “Certamente non è stato sollecitato, ma non è un atto ostile”, si difende Vivendi interpellata dall’Ansa spiegando di aver “deciso di acquisire le quote di Mediaset” per “estendere e rafforzare la nostra posizione in Europa del sud che è strategica”. Dopo l'annuncio della salita di Vivendi al 12,3% il titolo Mediaset ha chiuso la seduta di martedì in rialzo del 31,86%

Mediaset non si fida, si muove la Procura – Una motivazione che non ha convinto la controllate del Gruppo di Cologno Monzese, Fininvest, che ha denunciato la media company per manipolazione del mercato spingendo la Procura di Milano ad aprire un’inchiesta seppur ancora a carico di ignoti.

La famiglia Berlusconi e i vertici di Mediaset non si fidano di quel Bolloré che, dopo l’accordo sul nuovo polo televisivo europeo siglato ad aprile, è tornato sui propri passi accusando di mancanza di fattibilità gli obiettivi industriali fissati dai piani Premium. La pay-tv, che è stato a luglio il grande pomo della discordia, rappresenta ora una partita collaterale, se non marginale, dello scontro lungo l’asse Milano-Parigi.

E se la salita di Bolloré fosse solo iniziata? – Gli occhi sono ora tutti puntati sulla corsa alle azioni di Mediaset. Vivendi è stata di parola: lunedì aveva detto di voler arrivare al 20% e l’ha fatto. Ma la storia della vita finanziaria del finanziere bretone patron del Gruppo induce a pensare che la parole fine alla partita sia però un miraggio. “No comment” è la risposta data dalla compagnia transalpina all’Ansa alle domande su un aumento ulteriore di quota. Assenza di conferma, ma assenza di smentita. Insomma, gioco delle parti che specialmente a mercati aperti non stupisce più di tanto.

Il passato dice niente Opa, Telecom si chiama fuori – Il passato vuole un Bolloré quasi mai orientato a far scattare l’Opa obbligatoria, che nel caso di Mediaset scatterebbe qualora Vivendi rastrellasse azioni fino a salire al 30% (la soglia è invece al 25% in assenza di altro socio che detenga una partecipazione più elevata, come ad esempio nel caso di Vivendi in Telecom, ndr). Secondo diversi analisti, da quelli di Banca Imi a quelli di Banka Akros, gli acquisti azionari sono destinati alla frenata e il duo Bolloré-Berlusconi convergerà probabilmente verso l’apertura di un tavolo di trattiva, anziché verso uno scontro finanziario.

Alcune indiscrezioni volevano un ingresso in campo di Telecom, possibile preda di contromosse azionarie da parte di Mediaset. “Non abbiamo nulla a che vedere con l’operazione Mediaset-Vivendi in nessuna forma, né diretta né indiretta, né attiva né passiva – ha però dichiarato il presidente di Telecom Italia, Giuseppe Recchi, chiamando fuori la telco – “Siamo totalmente estranei a questa vicenda”.

Gli analisti restano molto scettici sull'ipotesi Opa:

I paletti normativi alla scalata Bolloré – Anche l’Autorità garante per le comunicazioni è intervenuta sulla frenesia di questi giorni, ricordando che il Testo Unico dei Servizi di Media Audiovisivi e Radiofonici stabilisce un divieto al superamento dei tetti di controllo.

“Le imprese di comunicazioni elettroniche che detengono nel mercato italiano una quota superiore al 40%, non possono acquisire ricavi superiori al 10% del Sistema Integrato delle Comunicazioni (Sic) – spiega l’authority -. I tetti anticoncentrazione nei mercati delle comunicazioni e dei media rispondono a esigenze di interesse generale (pluralismo, servizi di pubblica utilità, concorrenza) e a diritti essenziali dei cittadini (informazione, comunicazione, accesso ad Internet) e sono parte della normativa nazionale dei singoli Stati all’interno dell’Unione Europea”.

Citando i dati 2015, l’Autorità spiega che Telecom Italia, il cui azionista di maggioranza è il gruppo Vivendi con una quota del capitale sociale del 24,68% “risulta il principale operatore nel mercato delle comunicazioni elettroniche, detenendo il 44,7% della quota nel mercato prevalente delle telecomunicazioni”. Mentre Mediaset raggiunge nel 2015 una quota del 13,3% del Sic, che comprende Tv, radio ed editoria. Questi dati “evidenziano che operazioni volte a concentrare il controllo delle due società potrebbero essere vietate”. L’Agcom ha fatto sapere che vigilerà sull’operazione in atto e sul rispetto della normativa vigente.

In campo Governo e Pd, il M5S contro Gentiloni – Ma la grandezza delle società coinvolte e la pesantezza del cognome Berlusconi ha scomodato anche la politica. Il Governo, tramite il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, si è schierato in difesa della società italiana. O comunque, volendo leggere in modo meno netto, non ha risparmiato una critica al modus operandi di Bolloré: “Non sembra davvero che quello che potrebbe apparire come un tentativo, del tutto inaspettato, di scalata ostile a uno dei più grandi gruppi media italiani, sia il modo più appropriato di procedere per rafforzare la propria presenza in Italia”.

Ieri sera è arrivata anche la copertura politica del vicesegretario del Partito democratico, Lorenzo Guerini: “Mediaset è una grande azienda, dovremo studiare come governo azioni che possano mettere in sicurezza un patrimonio italiano. Di fronte a una scalata ostile, serve grande responsabilità e rispetto delle regole del mercato”. Parole, quelle di Guerini e Calenda, che non sono andate giù al Movimento 5 Stelle: “Le parole del ministro Calenda e del vicesegretario Pd Guerini – sottolinea Mirella Liuzzi – sottolineano come l’esecutivo ‘Renziloni’ abbia a cura gli interessi del proprio sodale Silvio Berlusconi, visto che i vertici di Mediaset si sono schierati pubblicamente per il sì al referendum costituzionale”.Il titola del Mise su Mediaset:

Belusconi al contrattacco. Al suo fianco Salvini – Numerose le voci che sono levate dal centro-destra, in primis quelle giunte da Arcore per voce di Silvio Berlusconi in persona: “Abbiamo aumentato la nostra partecipazione e continueremo a farlo nei limiti consentiti dalle leggi. Non è certo questo il miglior biglietto da visita che Vivendi possa esibire nel riproporsi come azionista industriale della società”.

All’attacco della tattica predatoria di Bolloré è andato anche Matteo Salvini, leader della Lega Nord: “In queste ore i francesi stanno cercando di fare shopping tra le aziende di Berlusconi. Mediaset è una delle principali aziende del Paese, ci sono migliaia e migliaia di posti di lavoro, il fatto che dalla sera alla mattina un finanziere francese riesca a scalare il 20% di una delle principali aziende italiane senza che il Governo abbia mosso un dito, senza che gli organi di vigilanza abbiano mosso un dito, è emblematico”.

Opposti Digitali

Speciale PNRR

Tutti
Analisi
Fondi
PA
Formazione
Ecologia
Digital Economy
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Incentivi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
INNOVAZIONE
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
Analisi
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA DIGITALE
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water Management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
Le risorse
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Key trends per data center in tutto il 2022
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I Fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Incentivi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
INNOVAZIONE
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
Analisi
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA DIGITALE
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water Management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
Le risorse
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Key trends per data center in tutto il 2022
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I Fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 5