LA VERTENZA

Nokia Alcatel-Lucent, incontro al Mise rinviato a mercoledì

L’azienda mette a punto i dettagli della posizione da presentare al ministero. Intanto il viceministro Bellanova incontra a Vimercate i sindaci del territorio e i rappresentanti sindacali locali delle aziende del distretto hi-tech lombardo

23 Mag 2016

Antonello Salerno

E’ slittato di due giorni, a mercoledì 25 maggio, l’incontro previsto per oggi pomeriggio al ministero dello Sviluppo economico in cui i vertici di Nokia Alcatel-Lucent avrebbero dovuto illustrare il piano industriale dell’azienda per l’Italia. In ballo, nel Paese, come conseguenza del “piano di trasformazione globale” annunciato dalla multinazionale, ci sono 219 esuberi da gestire entro il 2017 e circa 4mila posti da tagliare in tutta Europa, in una strategia che prevede di 900 milioni di euro di risparmi entro il 2018.

Il rinvio di due giorni potrebbe essere utile al management dell’azienda per mettere a punto una proposta complessiva che riduca al minimo l’impatto della ristrutturazione sui lavoratori: prospettiva rispetto alla quale si starebbero verificando tutte le possibilità per ricorrere agli ammortizzatori sociali secondo le nuove norme, più restrittive rispetto al passato, disegnate dal jobs act.

Intanto quella di oggi è stata una giornata trascorsa proprio nel distretto hi-tech di Vimercate per il viceministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova, che aveva in agenda una serie di incontri con i sindaci del territorio, i vertici di alcune imprese – da Sap e StMicroelectronics – e con i rappresentanti dei lavoratori. Anche se non risulta che avesse in programma un incontro specifico con il management di Nokia Alcatel-Lucent, né che l’incontro al Mise sia slittato per l’assenza da Roma del viceministro. Anche se nei giorni scorsi i sindacati dei metalmeccanici impegnati nella vertenza avevano chiesto la presenza agli incontri al Mise anche di un rappresentante del Governo, la cui espressione “naturale” in questo frangente sarebbe proprio il viceministro Bellanova, che ha la delega all’energia e alle crisi industriali.

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