AZIENDE

Qualcomm resiste alle pressioni degli azionisti, nessuno spin-off dei chip

L’azienda non si spaccherà in due come chiesto da Jana Partners: tenere insieme l’R&D e la gestione delle licenze con il business dei chip garantisce il valore dell’impresa. Ma proseguono tagli e licenziamenti: faranno risparmiare 1,4 miliardi

16 Dic 2015

Patrizia Licata

Qualcomm resta un’azienda unica, non ci sarà nessuna divisione in due società separate, l’una per la produzione di chip, l’altra per lo sviluppo e la gestione della proprietà intellettuale. Lo ha ribadito il Ceo Steve Mollenkopf, secondo cui l’attuale struttura è la migliore per garantire la crescita dell’azienda. Qualcomm ha anche alzato la sua guidance per l’Eps (earnings per share) per il primo trimestre del suo anno fiscale 2016.

“I vantaggi strategici e le sinergie del nostro modello non sono replicabili con strutture alternative”, ha affermato Mollenkopf. “Noi riteniamo che l’attuale struttura sia la migliore per garantire l’execution della nostra strategia, consolidare la nostra posizione nell’ecosistema e produrre prestazioni e ritorni ancora migliori”.

Dopo aver riportato una netta flessione del fatturato e dell’utile per il trimestre terminato il 30 giugno, Qualcomm ha avviato a luglio una revisione strategica, indicando che la separazione in due società era una delle opzioni sul tavolo. Il chipmaker californiano ha anche lanciato un piano di “riallineamento strategico” che include il taglio di oltre 4.000 posti di lavoro. L’obiettivo è risparmiare 1,4 miliardi di dollari; già 1.300 persone nei quartieri generali di San Diego hanno dovuto lasciare l’azienda.

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La scorsa estate Qualcomm subiva la pressione in particolare di un azionista, il gruppo Jana Partners, che ha investito 2 miliardi di dollari in Qualcomm e chiedeva di separare le attività di produzione dei chip da quelle legate alle licenze per i brevetti. Il piano di risparmi da 1,4 miliardi di dollari è frutto dell’accordo raggiunto con Jana.

Ora Qualcomm spiega di aver condotto un’approfondita revisione della sua struttura societaria e di capitale e di aver preso in considerazione e testato un’ampia gamma di alternative: “Data la natura dinamica e competitiva di questa industria abbiamo deciso di studiare la nostra struttura per essere sicuri che stessimo facendo tutto il possibile per aumentare il valore dell’azienda e posizionarci per un successo di lungo periodo”, ha dichiarato il presidente di Qualcomm Paul Jacobs.

Qualcomm ha concluso che trae il massimo beneficio dal tenere internamente le attività di ricerca e sviluppo, dove crea nuove tecnologie che non solo migliorano i suoi prodotti ma che può dare in licenza ad altre aziende. La strada per Mollenkopf sembra però al momento in salita: il calo delle revenues anno su anno è del 18% nei tre mesi chiusi il 27 settembre, anche se il crollo dell’utile netto ha rallentato a “solo” il 44%. Per il prossimo trimestre Qualcomm si aspetta un’ulteriore contrazione del fatturato (tra il 15 e il 27% in meno anno su anno), anche se il calo degli utili sarà contenuto al 23% o anche meno, grazie al programma di taglio dei costi.

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