DIGITAL SINGLE MARKET

Shopping online, ecco le nuove regole del “supermarket Europa”

Si punta a contrastare la pratica del geoblocking, rendendo meno costosa la consegna transfrontaliera dei pacchi e promuovendo la fiducia dei consumatori nell’utilizzo degli strumenti digitali

25 Mag 2016

Patrizia Licata

La Commissione europea ha presentato oggi un pacchetto di misure il cui obiettivo è “consentire ai consumatori e alle imprese di acquistare e vendere online prodotti e servizi in modo più semplice e sicuro in tutta l’Ue”, parte della più ampia strategia per il Mercato unico digitale. Il pacchetto è articolato in tre proposte e cerca di promuovere il commercio elettronico contrastando la pratica del geoblocking, rendendo meno costosa la consegna transfrontaliera dei pacchi e promuovendo la fiducia dei consumatori nell’utilizzo degli strumenti digitali.

Il pacchetto per il commercio elettronico è dunque composto da: una proposta legislativa per contrastare il blocco geografico ingiustificato (geoblocking) e altre forme di discriminazione in base alla nazionalità o al luogo di residenza; una proposta legislativa sui servizi di consegna transfrontaliera dei pacchi per aumentare la trasparenza dei prezzi e migliorare la sorveglianza normativa; una proposta legislativa per migliorare l’applicazione dei diritti dei consumatori e fornire orientamenti che chiariscano, tra l’altro, cosa costituisce una pratica commerciale sleale nel mondo digitale.

Sul geoblocking, in particolare, la Commissione propone norme per garantire che i consumatori che intendono acquistare prodotti e servizi in un altro paese dell’Ue, online o di persona, non siano discriminati in termini di accesso ai prezzi, condizioni di vendita o di pagamento, tranne se ciò sia oggettivamente giustificato per motivi quali l’IVA o disposizioni di legge di interesse generale. “Quando il consumatore entra in un negozio in un altro paese dell’UE, l’esercente non gli chiede i documenti per procedere alla vendita o per adattare di conseguenza i prezzi o le condizioni. Ma nel mondo online troppo spesso ai consumatori è impedito l’accesso a offerte in altri paesi: essi sono ad esempio reindirizzati verso un sito web specifico per paese, oppure viene chiesto loro di pagare usando una carta di credito o di debito di un determinato paese. Tale discriminazione non è ammissibile nel mercato unico”, si legge nella nota della Commissione. Per evitare di imporre oneri sproporzionati alle imprese, il regolamento non stabilisce l’obbligo di effettuare consegne in tutta l’Ue ed esenta da alcune disposizioni le piccole imprese cui si applica una soglia IVA nazionale.

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Sulle consegne cross-border delle merci, il regolamento proposto oggi aumenterà la trasparenza dei prezzi e la sorveglianza regolamentare sui servizi di consegna, così i consumatori e i negozianti potranno beneficiare di consegne meno costose e condizioni di restituzione più agevoli. “I consumatori e le piccole imprese lamentano che problemi di consegna dei pacchi, in particolare spese elevate di consegna transfrontaliera, impediscono loro di vendere o acquistare più attivamente in tutta l’Ue. I prezzi praticati dagli operatori postali per la consegna di un pacchetto in un altro Stato membro sono spesso fino a cinque volte più alti dei prezzi nazionali, senza una chiara correlazione con i costi effettivi. Il regolamento proposto incoraggerà la concorrenza, introducendo una maggiore trasparenza dei prezzi”, indica la Commissione.

Infine, la proposta di revisione del regolamento sulla cooperazione per la tutela dei consumatori conferirà maggiori poteri alle autorità nazionali in modo che i consumatori possano far meglio valere i loro diritti. Esse potranno: verificare se i siti Internet praticano il blocco geografico dei consumatori oppure offrono condizioni post-vendita che non rispettano le norme Ue (ad esempio sul diritto di recesso); ordinare l’immediata rimozione dei siti web che ospitano offerte truffaldine; chiedere informazioni ai gestori dei registri dei nomi di dominio e alle banche per accertare l’identità dell’operatore responsabile. In caso di violazione dei diritti dei consumatori a livello dell’Ue, la Commissione potrà coordinare azioni comuni con le autorità nazionali di contrasto per porre fine a queste pratiche. Ciò, promette la Commissione, garantirà una protezione dei consumatori più tempestiva, facendo nel contempo risparmiare tempo e risorse agli Stati membri e alle imprese.

L’iniziativa per contrastare il blocco geografico garantisce il giusto equilibrio tra l’interesse dei consumatori di effettuare acquisti online senza confini e il bisogno delle imprese di far riferimento a norme certe. Sono certo che il nostro approccio, che tiene nella giusta considerazione le specificità di certi settori, darà un fruttuoso slancio al commercio elettronico transfrontaliero nell’Ue”, ha dichiarato Günther H. Oettinger, Commissario responsabile per l’economia e la società digitali. “Troppo spesso coloro che vorrebbero acquistare online non hanno accesso alle offerte più convenienti oppure decidono di non acquistare all’estero perché il costo della consegna è eccessivo o perché non sanno come far valere i propri diritti in caso di complicazioni. Vogliamo risolvere i problemi che impediscono ai consumatori e alle imprese di sfruttare appieno la possibilità di acquistare e vendere prodotti e servizi online”, ha detto Andrus Ansip, Vicepresidente della Commissione europea e Commissario per il Mercato unico digitale. “Nel mercato unico non sono ammissibili discriminazioni tra i consumatori europei legate alla volontà di segmentare i mercati lungo i confini nazionali”, ha ribadito Elżbieta Bieńkowska, Commissaria responsabile per il Mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le PMI. “Il mio obiettivo è che i consumatori possano acquistare online con la stessa fiducia che nel mondo fisico”, ha detto Vĕra Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere.

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