ENERGIA

Smart grid, Vicari: “Occasione di sviluppo per Italia, ma pubblico e privato marcino insieme”

Il sottosegretario allo Sviluppo ecomomico al Verona Efficiency Summit: “Necessario uno sforzo congiunto di imprese Ict, istituzioni e mondo della ricerca per lo sviluppo di soluzioni intelligenti”. E sulle smart city: “Campo di applicazione ideale per l’effcienza energetica”

14 Ott 2015

F.Me

Smart grid, occasione di crescita per le Pmi tecnologiche. Lo ha detto il sottosegretario allo sviluppo economico, Simona Vicari, intervenendo al Verona Efficiency Summit. “Per le imprese del settore energetico tradizionale o per gli operatori entrati di recente sul mercato, ad esempio le imprese del settore Ict, anche di piccole e medie dimensioni – ha spiegato Vicari – le reti intelligenti rappresentano una piattaforma per poter sviluppare servizi nuovi e innovativi nel settore dell’energia, tenendo allo stesso tempo nella giusta considerazione i problemi relativi alla tutela dei dati e alla sicurezza informatica”.

Le reti intelligenti sono viste anche a livello europeo come uno strumento abilitante di forte impatto attraverso il quale gli Stati membri possono assolvere il loro obbligo di promuovere l’efficienza energetica al 2020 e oltre. La direttiva europea sull’efficienza energetica (2012/27/Ue) che il Governo ha recepito lo scorso anno, assegna infatti alle smart grids un ruolo essenziale nell’efficientamento del sistema energetico ed elettrico, oltre che ai cosiddetti “smart meters” (contatori intelligenti), che sono strettamente collegati allo sviluppo delle smart grids per consentire un sempre maggiore coinvolgimento del cittadino/consumatore al raggiungimento degli obiettivi nazionali di efficienza.

E anche nel settore degli smart meters l’Italia è ben posizionata, avendone praticamente completato il dispiegamento con oltre 35 milioni di apparecchi installati, mentre è ben avviato anche quello nel settore gas, come testimoniato dal recente Rapporto di comparazione pubblicato dalla Commissione Europea “Benchmarking smart metering deployment in the EU-27 with a focus on electricity”.

In questo contesto – secondo Vicari – serve un approccio integrato allo sviluppo delle tecnologie. “Dovranno essere coinvolti partenariati pubblico-privato europei pertinenti in questo ambito, e altre iniziative destinate a facilitare l’immissione sul mercato delle tecnologie – ha sottolineato il sottosegretario – A questa struttura dovrebbero partecipare le comunità di ricerca, gli operatori del mercato e dell’industria, le autorità pubbliche e i finanziatori”.

Parallelamente alla richiesta di singole tecnologie efficienti si affianca la richiesta di soluzioni integrate. “Ed in quest’ottica, lo sviluppo delle Smart cities, unitamente alle tecnologie abilitanti quali smart grids e infrastrutture digitali – ha evidenziato Vicari – può diventare una priorità importante per il Paese, creando una rete connessa di servizi che risponda alle diverse esigenze del territorio e renda i progetti maggiormente competitivi e bancabili.

Proprio in questi giorni, il ministero ha istituito una task force per il coordinamento delle misure di politica industriale per promuovere le smart cities, che assicurerà lo studio, l’analisi, il disegno, l’opportuna integrazione e il monitoraggio delle misure orientate a favorire la diffusione di reti elettriche intelligenti e connesse alle infrastrutture di banda larga.

“Le Smart city rappresentano il futuro non solo dal punto di vista ambientale, ma in particolar modo per lo sviluppo di infrastrutture e tecnologie digitalizzate. – ha spiegato – a crescente urbanizzazione unita ai macro-trend a livello globale con particolare riferimento alla crescita demografica, in virtù della quale nel 2050 la Terra ospiterà circa 9 miliardi di persone, il 70% dei quali vivrà nelle città, rende non più procrastinabile una profonda riflessione sull’evoluzione delle città e ci impone di investire nella gestione sostenibile delle risorse e nella creazione di un contesto inclusivo, attraente per cittadini, imprese, amministrazioni, per vivere e lavorare con un alta qualità della vita, in totale sicurezza. L’obiettivo deve essere l’ottimizzazione e l’innovazione dei servizi pubblici, così da mettere in relazione le infrastrutture materiali delle città con il capitale umano, intellettuale e sociale di chi le abita”.

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