LA MANOVRA

Tagli IT alla PA, saranno “intelligenti” (se il governo conferma la modifica del Senato)

La Commissione Bilancio di Palazzo Madama cambia l’articolo 29 della legge di Stabilità che tagliava del 50% le risorse. L’emendamento “spalma” la riduzione nel triennio 2016-2018. Ora la speranza è che il testo venga approvato nel maximendamento

19 Nov 2015

Federica Meta

Riduzione spalmata in tre anni sulla spesa corrente e a piani di investimenti “certificati” da Agid. Sono queste le modifiche più rilevanti dell’articolo 29 della legge di Stabilità che prevedeva il taglio del 50% alla spesa IT della PA. Il testo uscito dalla commissione Bilancio di Palazzo Madama è il risultato della combinazione di due emendamenti, il 29.5000 e il 29.26. Il provvedimento è da oggi in Aula dove – questa è la speranza dei senatori che hanno lavorato alle nuove norme ma anche dei player di settore – dovrà essere approvato nel maxiemendamento del Governo.

Le modifiche stabiliscono che per l’ottimizzazione e la razionalizzazione degli investimenti ci sia “un obiettivo di risparmio di spesa annuale, da raggiungere alla fine del triennio 2016-2018, pari al 50 per cento della spesa annuale media per la gestione corrente del solo settore informatico, relativa al triennio 2013-2015, al netto dei canoni per servizi di connettività e della spesa effettuata tramite Consip o i soggetti aggregatori documentata nel Piano Triennale”. Piano Triennale che rappresenta un’altra novità e che dovrà essere elaborato dall’Agenzia per l’Italia digitale. Il programma stilato da Agid dovrà contenere, per ciascuna amministrazione o categoria di amministrazioni, l’elenco dei beni e servizi informatici e di connettività e dei relativi costi, suddivisi in spese da sostenere per innovazione e spese per la gestione corrente; da individuare anche i beni e servizi la cui acquisizione riveste particolare rilevanza strategica.

È esclusa da questi obblighi l’amministrazione della giustizia in relazione alle spese di investimento necessarie al completamento dell’informatizzazione del processo civile e penale negli uffici giudiziari.

I risparmi derivanti da questa misura dovranno essere usati dalle PA per investimenti in materia di innovazione tecnologica.

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Le pubbliche amministrazioni saranno esenti da queste procedure solo se dotate di una “apposita autorizzazione motivata” nella quale attestano che il bene o servizio disponibile sulla piattaforma Consip “non disponibile o non idoneo al soddisfacimento dello specifico bisogno dell’amministrazione”. Gli approvvigionamenti effettuati dovranno essere comunicati all’Autorità Nazionale Anticorruzione e all’Agid.

Il testo del Senato stabilisce anche che debbano essere definiti “criteri uniformi per gli acquisti di beni e servizi informatici e di connettività da parte degli enti del Servizio sanitario nazionale”.

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