IL CASO

Tegola fiscale su Yahoo, in bilico lo spin-off sulla quota in Alibaba

L’operazione presentata a gennaio non sarà esentasse come previsto: l’azienda Usa rischia di dover pagare miliardi di dollari all’Irs. In pericolo, secondo gli osservatori, tutti gli spin-off progettati da aziende statunitensi

09 Set 2015

Patrizia Licata

Yahoo si potrebbe trovare costretta ad abbandonare il suo piano di spin-off della partecipazione (da 23 miliardi di dollari) nel colosso cinese Alibaba: le autorità americane sarebbero infatti intenzionate a negare il via libera al piano – una decisione, tra l’altro, che potrebbe avere un peso su tutti i futuri spin-off progettati da aziende statunitensi, sottolinea oggi il Financial Times.

Yahoo aveva mandato una richiesta di autorizzazione all’agenzia delle entrate americana (Irs o Internal revenue service) in cui chiedeva che lo spin-off fosse esente da tassazione. Ma dopo aver saputo da alcune fonti interne all’agenzia che la richiesta sarebbe stata respinta, l’ha ritirata, riporta il Wall Street Journal. Il futuro della quota del 15% che il colosso della Silicon Valley detiene nel gruppo cinese dell’e-commerce resta incerto e la Borsa ha subito reagito con una serie di vendite che hanno fatto scendere il titolo Yahoo fino al 4% nel trading after-hour. Gli investitori temono che la prossima mossa della sempre più severa Irs sia colpire la Internet company con la richiesta del pagamento di una maxi-tassa che sarebbe dovuta nel caso Yahoo decidesse di creare una nuova società dove far confluire le azioni di Alibaba.

Anche altre soluzioni per sistemare questa partecipazione potrebbero rivelarsi costose. Yahoo è tornata a lavorare sul progetto e a valutare le sue opzioni, tra cui anche quella di procedere allo spin-off ugualmente, ha fatto sapere il General Counsel Ron Bell, ma è difficile che ora il piano si possa attuare senza alcun esborso al fisco americano.

“Riteniamo improbabile che lo spin-off avverrà nei modi prefigurati in precedenza”, conferma Mark May, analista di Citigroup. Secondo l’esperto, Yahoo potrebbe valutare invece uno spin-off del core business o una vendita a un acquirente strategico.

Nelle precedenti intenzioni di Yahoo, si sarebbe dovuta formare una nuova company, chiamata Aabaco, a fine anno, contenente circa 384 milioni di azioni di Alibaba del valore di 23 miliardi di dollari in base al prezzo di martedì scorso, più un piccolo business operativo formato da Yahoo Small Business, che fornisce servizi (creazione siti web, hosting di domini Internet) per piccole imprese. L’inclusione di questa attività operativa era necessaria perché la nuova company non figurasse come mero veicolo finanziario.

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La Ceo di Yahoo, Marissa Mayer, aveva disegnato a inizio anno il progetto dello spin-off delle azioni di Alibaba in modo che l’operazione gravasse il meno possibile sull’azienda in termini di prelievo fiscale. La Mayer cercava così di rispondere alle pressioni di investitori scontenti che temono che la Ceo spenda il denaro della vendita delle azioni di Alibaba su operazioni di M&A e non per remunerare gli investitori stessi. Infatti l’annuncio del piano della Mayer, a gennaio, aveva permesso a Yahoo un vero exploit a Wall Street: allora l’operazione valeva 40 miliardi di dollari, ridava fiato alla Mayer per cercare di ritornare a crescere, faceva evitare a Yahoo miliardi di dollari in tasse e cancellava la paura degli azionisti di vedere sparire il valore delle azioni di Alibaba in altre acquisizioni.

Il quadro nei mesi successivi è mutato. Intanto, le azioni di Alibaba hanno perso il 41% da gennaio ad oggi (e quelle di Yahoo il 39%), riducendo il valore dell’operazione; in più l‘Irs ha cambiato il modo con cui decide sugli spin-off aziendali, spinta dall’amministrazione Obama che vuole rimediare alle falle nella legislazione che hanno permesso finora alle aziende americane di sfuggire in diversi casi al fisco.

Esperti sentiti dal Financial Times a febbraio avevano già messo in guardia sul fatto che l’Irs avrebbe creato ostacoli al progetto di Yahoo. Lo spin-off di un’entità che contiene per la maggior parte azioni difficilmente può essere approvata dall’agenzia delle entrate americana come operazione esentasse: perché sia tax free l‘Irs deve essere sicura che la nuova azienda rappresenti una reale attività, con dei dipendenti e creazione di entrate.

“Il Cda di Yahoo non vorrà rischiare di dover pagare miliardi di dollari di tasse, procederà con l’operazione solo se sicuro che sia tax free”, afferma Gary Friedman, partner dello studio legale Debevoise & Plimpton. Tra l’altro, anche in Cina Yahoo dovrà assicurarsi che lo spin-off sia considerato esente da tasse dalle autorità e anche qui il disco verde non è scontato. “Per Yahoo è stato molto difficile monetizzare Alibaba“, dichiara Brian Wieser, analista di Pivotal Research. “C’è grande incertezza sulle future evoluzioni”. Senza contare che gli stessi problemi si riprensenteranno per l’eventuale spin-off della partecipazione di Yahoo nella joint venture Yahoo Japan, che non è ancora sul tavolo ma per il quale gli azionisti premono.

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