IL DOSSIER

Telecom al rialzo: il 67% di Metroweb subito

E il 100% in appena due anni. Questa, secondo quanto risulta a Corcom, la proposta per fare la newco. Nel “pacchetto” anche Metroweb Milano. Cosa ne pensa Vivendi? E il governo? Asati scrive a Renzi: “Vigilare sulla vicenda prima che sia troppo tardi”

26 Ott 2015

Mila Fiordalisi

Il 67% subito per poi salire al 100% in appena due anni. E Metroweb Milano nel pacchetto. Sarebbe questa, secondo quanto risulta a CorCom, la proposta di Telecom Italia per stringere l’alleanza con Metroweb e dare vita alla newco per l’ultrabroadband. La riapertura del “dossier”, su cui sembrava essere stata messa una pietra tombale ad aprile scorso, è dunque vincolata a condizioni al “rialzo”, o quantomeno decisamente più stringenti rispetto a quelle che avrebbero fatto saltare a suo tempo l’alleanza. Evidentemente il cda che ha dato mandato a Marco Patuano di trattare sul caso, ritiene di avere oggi della carte più forti che non qualche mese fa per poter strappare di più di quanto in primavera non sembrasse possibile. Quali siano questa carte non appare chiaro.

L’incontro di Vincent Bollorè con Matteo Renzi lo scorso agosto e il recente viaggio a Parigi di Claudio Costamagna, presidente di Cdp, nella sede di Vivendi – azionista di riferimento di Telecom con il 20,03% – hanno fatto pensare a una riapertura della trattativa in un quadro più sereno di quello che aveva accompagnato la discussione al tempo di Franco Bassanini e Giovanni Gorno Tempini. Che invece la situazione non sia così “serena” lo fa pensare la lettera

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Inviata da Asati, l’associazione che rappresenta i piccoli azionisti di Telecom Italia, al premier Matteo Renzi, alle Commissioni Industria del Senato e Trasporti della Camera e ai vertici di Vivendi. Asati chiede alle autorità di “vigilare” sulla posizione del socio di riferimento ormai vicino alla soglia dell’Opa (abbassata al 25%) e a Vivendi di fare chiarezza sulla vicenda Metroweb. “Asati chiede a Vivendi, ormai azionista di riferimento con il 20,03%, di conoscere qual è la sua posizione riguardo a una possibile collaborazione pubblico-privato su un progetto al quale il Governo attribuisce una straordinaria rilevanza, e in particolare se le decisioni prese dal cda il 16 ottobre sono da Vivendi condivise, o se invece esse non siano ancora frutto di posizioni dell’azionista precedente Telco, guidato a suo tempo potenzialmente da Mediobanca, di cui oggi il cda è in massima parte espressione”. In attesa degli eventi nuovi attori si sono affacciati alla “finestra” ultrabroadband, a partire da Enel che potrebbe avere un ruolo di primo piano nel progetto di cablaggio delle aree grigie e bianche, ossia quelle a fallimento di mercato.

L’azienda capitanata da Francesco Starace ha annunciato che svelerà il proprio piano entro metà novembre. Un piano che potrebbe coinvolgere uno o più operatori di Tlc (si vocifera di trattative aperte con le principali telco, e di una trattativa one-to-one con Telecom Italia). Ma il governo potrebbe decidere di stringere su Enel nel caso in cui l’accordo fra Telecom e Metroweb non si dovesse fare per spingere la posa della fibra nelle aree a fallimento di mercato.

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