MONTECITORIO

Web Tax, via all’indagine sulla fiscalità

L’iniziativa della commissione Finanze della Camera. Quattro mesi per capire come riformare il fisco per sottoporre a prelievo i flussi di reddito generati dalle nuove forme dell’economia digitalizzata

23 Lug 2014

Antonello Salerno

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I deputati della VI commissione della Camera dei Deputati, la “commissione Finanze”, hanno deciso di rimettersi a studiare. E di approfondire un tema di cui si è molto parlato negli ultimi tempi, e di cui è emersa la necessità che sia affrontato in termini complessivi al più presto, sia in ambito nazionale che a livello Europeo. Per dare un contributo parlamentare concreto al dibattito, indicando la strada che il Paese dovrebbe decidere di seguire nel campo della tassazione dei redditi generati dall’economia digitale, la commissione ha stabilito di dare vita a un’indagine conoscitiva “sulla fiscalità dell’economia digitale”, che in quattro mesi dovrà raccogliere in audizione le testimonianze e i suggerimenti del Mef, del Mise, dell’Agenzia delle entrate, di quella delle dogane e dei monopoli, della Commissione Ue, dell’Ocse, di Confindustria, delle associazioni di categoria e dei principali operatori ed esperti del campo.

Il punto di partenza, si legge sul programma approvato in Commissione il 10 giugno, con la seduta affidata al vicepresidente Michele Pelillo (Pd), è “l’oggettiva obsolescenza del sistema tributario, sia a livello sovranazionale sia a livello italiano, che in molti anni ha ormai dimostrato la sua incapacità a rimanere al passo con il processo di evoluzione digitale che sta investendo in questi anni settori sempre più ampi del mondo produttivo, lasciando in tal modo adito a fenomeni distorsivi, di concorrenza fiscale impropria, quando non addirittura di elusione o evasione”.

L’obiettivo dell’indagine è “l’individuazione – si legge nel programma – dei correttivi da apportare ai meccanismi della fiscalità e alla stessa operatività dell’amministrazione finanziaria, al fine di sottoporre correttamente ed efficacemente a prelievo i flussi di reddito generati dalle nuove forme dell’economia digitalizzata”, per arrivare a “indicare quali siano gli interventi di riforma dell’attuale assetto normativo tributario (…) più adeguati a cogliere tutte le opportunità, (…) e per rispondere alle sfide poste dalla concorrenza internazionale e della globalizzazione dei mercati”.

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