YouCo acquisisce Celeritech. Cavallini: “Pronti a conquistare l’America”

L’Ad della compagnia italiana a CorCom: “Avanti tutta sull’internazionalizzazione. Londra prossimo passo, a prescindere dalla Brexit”. In cantiere una campagna istituzionale per rivedere il decreto Maroni sulla vigilanza privata: “Il settore corre, servono leggi al passo coi tempi”

08 Lug 2016

Andrea Frollà

Prima gli Stati Uniti e ora il resto dell’America. L’italiana YouCo, integratore di sistemi e fornitore di soluzioni per applicazioni nei settori Ict e Tlc, prosegue il piano di espansione e penetrazione nei più importanti mercati americani. L’ultima mossa riguarda l’acquisizione di Celeritech, una società con business affini a quelli del Gruppo tricolore che conta 300 addetti e sedi operative in sette Paesi del Centro e Sud-America. “Abbiamo scelto una realtà con una presenza importante in diversi Paesi del continente americano e che ha un mercato enterprise di particolare interesse – spiega a CorCom il ceo del Gruppo Marco Cavallini. L’unità operativa sarà diretta da Nevio Sestini, nuovo socio di YouCo, entrato da poco nel capitale sociale della società milanese con una quota del 25%. Una compagnia che fa dell’anima italiana e della presenza fisica sui mercati internazionali due dei propri punti di forza. Non a caso oggi Cavallini, Sestini e il terzo socio Fabio Orfanini lavorano insieme, ma da 3 parti diverse del mondo (Milano, Miami e Rio de Janeiro).

Partiamo dall’acquisizione di Celeritech. Avete deciso di accelerare in modo deciso sull’internazionalizzazione…

Stiamo spingendo su un ampio progetto di espansione sui mercati esteri. Per poter affrontare queste sfide negli ultimi 2 anni abbiamo affrontato un aumento di capitale importante e l’acquisizione di Celeritech è un passo importante. Abbiamo scelto una realtà presente in diversi Paesi dell’America e che ha un mercato enterprise di particolare interesse. Ora ci indirizzeremo verso l’upselling sul loro portafoglio clienti dei nostri prodotti mobility, al fine di promuovere la nostra offerta verticale.

In parallelo abbiamo avviato un processo di integrazione dei nostri prodotti con sistema Erp di caratura internazionale e accordi commerciali sull’intero territorio americano, per portare sul mercato soluzioni end-to-end già verticalizzate, partendo da settori come i trasporti, la logistica e vigilanza sicurezza privata.

Avete puntato anche su una presenza fisica in loco con nuove sedi a Londra e Miami. Quali vantaggi avete ottenuto?

Nel 2015 abbiamo aperto la sede di Miami e poi abbiamo creato la divisione americana Youco Corp. Un passo fondamentale per concludere poi l’acquisizione di Celeritech. L’apertura a Londra è più recente e vogliamo studiare con attenzione il mercato Uk per capire quali siano i margini d’ingresso.

La Brexit ha cambiato i vostri piani?

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Non ancora, ma naturalmente potrebbe. Ad oggi è difficile capire le conseguenze del referendum, ma non credo che il mercato inglese perderà appeal. Ci sono player nel mondo enterprise e telco che a noi interessano, quindi le nostre soluzioni potrebbero fare al caso loro a prescindere dalla Brexit.

Fra i vostri segmenti di business ce n’è qualcuno su cui vi state concentrando maggiormente?

Dal punto di vista dell’innovazione tecnologica, siamo molto focalizzati sulle tematiche legate al work management e in particolare sulla gestione dei manutentori. Stiamo investendo molto impegno anche sule soluzioni per la comunicazioni, puntando a rendere più efficienti i rapporti sul luogo di lavoro e più rapido lo scambio di qualsiasi messaggio.

Che ruolo ha la vostra partecipazione alla Global Enterprise Mobility Alliance?

È un fattore importante perché ci permette di garantire alle multinazionali uno schema di assistenza worlwide. Siamo un insieme di aziende simili, quindi verticali sulla mobility, presenti in oltre 20 Paesi che consentono di offrire in tutto il mondo presenza locale, conoscenza hi-tech e rapporto con i vendor.

Avete in cantiere una campagna di comunicazione per far modificare il Decreto Maroni sulla gestione delle comunicazioni nell’attività degli istituti di vigilanza e guardia privata. Perché ritenete queste regole troppo datate?

Il decreto ha individuato un doppio canale per le comunicazione della vigilanza, scegliendo per il canale primario la radio-frequenza e per il secondo le soluzioni push to talk su reti Gsm. Ma il mercato si è evoluto e molte aziende preferirebbero utilizzare i sistemi individuati come canale secondario per il primario. Sarebbe bene rivedere la classificazione alla luce dell’evoluzione qualitativa delle comunicazioni. Senza contare i possibili risparmi economici. Le società di vigilanza privata si trovano anche in difficoltà e capita che, per comodità, urgenza e performance, utilizzano soluzioni push to talk per il canale primario andando incontro a multe salate. Una revisione delle regole sarebbe più che opportuna e il primo input in tal senso arriva da chi utilizza i sistemi tutti i giorni.

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