LA PARTNERSHIP

Industria 4.0, alleanza fra Intesa Sanpaolo e Ucimu

L’istituto bancario metterà linee di credito a disposizione delle aziende che investono nel piano Calenda. In ballo soluzioni che consentono di coprire fino al 100% del finanziamento

03 Mag 2017

A.S.

Un’ampia gamma di soluzioni finanziarie utili a supportare gli investimenti rientranti nel Piano Nazionale Industria 4.0, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi. A metterle disposizione delle imprese aderenti a Ucimu-sistemi per produrre è il Gruppo Intesa San Paolo, grazie all’accordo di partnership appena firmato con l’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot e innovazione.

L’intesa è stata pensata per sostenere e favorire i processi di innovazione e digitalizzazione delle imprese associate e delle loro clienti.

“Le opportunità di sviluppo per le aziende che intendono cogliere la sfida del digitale lanciata dalle autorità di governo con l’istituzione del Piano Nazionale Industria 4.0 sono enormi – si legge nella nota che accompagna l’ufficializzazione dell’accordo – ma richiedono un intervento a 360 gradi con investimenti in capitale fisso e immateriale. L’acquisizione di tecnologia avanzata e dotata in sistemi di connessione comporta infatti investimenti in ricerca, innovazione e formazione, nonché trasformazioni organizzative e una continua attenzione alle evoluzioni in corso”.

Le soluzioni messe a disposizione dalla partnership consentono di coprire fino al 100% dell’investimento, e sono abbinabili a linee di smobilizzo crediti commerciali fino al 50% dell’importo dell’investimento. Inoltre, tramite il finanziamento a medio lungo termine “nuova Sabatini“, per importi compresi tra i 20.000 e i 2.000.000 di euro, è possibile acquisire la garanzia del Fondo ex legge 662 nella misura massima dell’80%. Le imprese potranno infine accedere a interventi mirati a facilitare processi di internazionalizzazione ed export grazie alle strutture specializzate della banca e alla presenza in 40 paesi esteri.

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L’accordo prevede inoltre che Intesa Sanpaolo attivi, per le imprese associate, che rappresentano oltre il 70% del made in Italy di settore, forme di accompagnamento nell’azione di scouting e di advisory, nel matching di soluzioni tecnologiche e brevetti. In particolare, metterà a disposizione due piattaforme di scambio, Tech-Marketplace e Knowledgeshare, al fine di aiutare le imprese nell’esplorazione di soluzioni innovative e identificare potenziali interlocutori nella logica dell’open innovation.

Quanto allo stimolo per le competenze digitali, gli associati a Ucimu e i loro clienti potranno accedere a programmi nazionali e internazionali mirati attraverso Intesa Sanpaolo Formazione.

“L’accordo siglato con Intesa Sanpaolo è pensato per sostenere e stimolare il processo di crescita del manifatturiero – afferma Alfredo Mariotti, direttore generale Ucimu-sistemi per produrre – Infatti lo sviluppo della competitività dell’industria del nostro paese non può prescindere dall’aggiornamento del parco macchine installato nelle aziende e dalla loro integrazione digitale. L’accordo stipulato ieri si aggiunge alle numerose iniziative che Ucimu ha attivato, nel corso degli anni, con Intesa Sanpaolo con l’obiettivo di assicurare alle imprese associate e alle loro clienti servizi di finanziamento adeguati alle specifiche esigenze. L’auspicio è che questa iniziativa possa facilitare l’incontro tra domanda e offerta di tecnologia, contribuendo con ciò all’incremento della competitività del sistema Italia”.

“Questo accordo è particolarmente importante perché coinvolge un settore rappresentativo del made in Italy di qualità, che la banca sostiene con convinzione – sottolinea Andrea Lecce, responsabile della direzione Marketing di Intesa Sanpaolo – Grazie all’innovazione, alle nuove tecnologie della quarta rivoluzione industriale e alla digitalizzazione, anche le Pmi possono costruire partnership in mercati lontani, sviluppare nuove idee, riorganizzarsi in un’ottica di maggiore efficienza, lavorare in filiera. Attraverso il progetto Sviluppo Filiere, varato nel 2015 da Intesa Sanpaolo, sono stati sottoscritti più di 350 contratti con aziende capofila, con un potenziale di oltre 15 mila fornitori, per un giro d’affari di oltre 55 miliardi e una forza lavoro di più di 80 mila dipendenti”.

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