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Italia digitale in chiaroscuro. La Ue: “Giusta direzione ma scarse risorse e skill”

La relazione annuale della Commissione europea sui progressi nell’innovazione promuove il piano industria 4.0 e la Scuola digitale, ma segnala diverse criticità sulla strada. Tra queste l’assenza di strategie di sistema e la carenza di competenze adeguate. Importante il completamento tempestivo del piano Bul nelle aree bianche

10 Mag 2017

Andrea Frollà

L’Italia sta andando nella giusta direzione per digitalizzare il Paese, ma l’efficacia e la sistematicità delle iniziative, unite alle scarse risorse disponibili frenano lo sviluppo. La Commissione europea pubblica la relazione annuale sui progressi nel settore digitale, disegnando per l’Italia uno scenario in chiaroscuro. Se diverse iniziative come il piano industria 4.0 a la Scuola digitale vanno nella “direzione giusta”, permangono però diversi “punti critici”.

Grazie al piano Calenda, il nostro Paese, che si piazza al 25° posto tra i 28 Paesi dell’Unione per livello di digitalizzazione come certificato a marzo dell’indice digitale (Desi), ha segnato una “tappa fondamentale verso il raggiungimento dell’obiettivo rappresentato dalla progressione del settore industriale italiano nella catena globale del valore”. Tuttavia, spiega la Commissione, “solo alcuni dei poli di innovazione digitale progettati sono operativi e i centri di competenza non saranno aperti prima della seconda metà dell’anno, con il rischio che una quota importante delle deduzioni fiscali possa essere stanziata in modo improprio”. Di conseguenza, si legge nel report, bisognerà fare ulteriori passi in avanti: “La capacità di sensibilizzare le Pmi in merito alle opportunità offerte dalle tecnologie digitali e, in ultima analisi, il successo della strategia Industria 4.0 dipenderanno dal corretto coordinamento tra i vari attori, cioè governo, settore dell’istruzione superiore e associazioni padronali”.

Giudizi contrastanti da Bruxelles anche sul fronte delle competenze digitali per i giovani, che vede l’Italia è al 24esimo posto nell’Unione europea. La strategia italiana “si dimostra adatta” ma, avvertono gli esperti Ue, “la sua efficacia dipende in gran parte dall’allineamento con le esigenze delle imprese e dall’attuazione della strategia Industria 4.0”.

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Il rapporto analizza poi il piano nazionale Scuola digitale e altre azioni (Crescere in digitale, Eccellenze in digitale e altre), che “non sono sempre sistematiche e risentono della mancanza di risorse e di competenze digitali del personale docente”. Complessivamente, specifica comunque la Commissione europea, queste iniziative “stanno andando nella direzione giusta”. Ciò che manca è una “sufficiente pianificazione strategica per colmare le lacune delle precedenti generazioni in termini di competenze digitali”.

Per quanto riguarda la digitalizzazione della pubblica amministrazione, ricorda Bruxelles, “considerato il basso livello di competenze digitali della popolazione italiana, è più che mai importante che i servizi di governo elettronico siano di semplice utilizzo”. Gli esperti dell’Unione sottolineano che “eventuali ritardi potrebbero mettere a rischio la strategia italiana in materia di governo elettronico”.

Infine, rispetto alla connettività e allo sviluppo della banda larga la Commissione Ue sottolinea quanto, per rendere concreta l’attuazione del Piano nazionale “soprattutto nelle zone rurali”, siano “importanti” sia il “completamento tempestivo delle procedure di gara in corso” sia un “approccio più coordinato tra le iniziative esistenti, ad esempio il coordinamento tra i diversi esercizi di mappatura”.

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