DIGITAL TRANSFORMATION

Tassa sui robot, Ansip dice no: “Bloccherebbe il progresso”

Il commissario Ue al digitale: “Troppo spesso si dice che con la digitalizzazione delle industrie i robot prenderanno il posto dei lavoratori. Ma il progresso crea più lavoro di quanto ne distrugga, è sempre stato così”

03 Mar 2017

Antonello Salerno

Nel dibattito sulla tassazione dei robot, sollevato da ultimo nelle scorse settimane da Bill Gates, interviene il commissario Ue al Digitale Andrus Ansip, che si schiera con decisione contro questa ipotesi. “Non dobbiamo essere preoccupati dall’influsso della digitalizzazione sul lavoro, non dobbiamo pensare a come tassare i robot, dobbiamo invece sostenere l’innovazione. Non dobbiamo pensare a come fermare il progresso”, ha detto Ansip durante la presentazione del Digital Economy and Society Index (Desi).

“Troppo spesso – ha proseguito il vicepresidente della commissione Europea – si dice che con la digitalizzazione delle industrie i robot prenderanno il posto dei lavoratori. Io credo invece che la digitalizzazione aiuterà le persone a lavorare anche a casa o quando viaggiano. E’ stato sempre così: il progresso crea più lavoro di quanto ne distrugga”.

Sul tema delle nuove applicazioni dei robot nei processi produttivi il dibattito è aperto sia all’interno del Parlamento Europeo, sia nei singoli stati membri.

Il 16 febbraio l’Europarlamento aveva approvato con 396 voti a favore, 123 contrari e 85 astenuti una risoluzione sul futuro della robotica che aveva come prima firmataria la deputata socialista del Lussemburgo Mady Delvaux: chiedendo norme per la definizione delle responsabilità civili, penali ed economiche dei robot e uno studio a fondo degli effetti dell’automazione sull’occupazione. Più a medio-lungo termine, Strasburgo spinge per la creazione di uno status giuridico specifico per i robot, per stabilire di chi sia la responsabilità in caso di danni.

Nella stessa direzione va anche la mozione approvata alla Camera il 24 febbraio, promossa dalla deputata Pd Maria Chiara Carrozza. Il documento chiede che la robotica, l’intelligenza artificiale e la cybersecurity dovrebbero entrare nell’agenda del governo, che dovrebbe assicurare in questi campi “uno sviluppo sostenibile”.

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