IL PROVVEDIMENTO

Fake news, al Senato ddl bipartisan: stop alla manipolazione dell’informazione

Il provvedimento punta a garantire la trasparenza sul web. La senatrice Adele Gambaro (Ala-Sc): “Un primo passo per aprire un dibattito più ampio che non riguardi solo il mondo politico ma tutta la società civile”

13 Feb 2017

F.Me

Prevenire la manipolazione dell’informazione online e garantire la trasparenza sul web. Sono questi gli obiettivi del ddl bipatisian contro la diffusione delle fake news su internet presentato dalla senatrice Adele Gambaro (Ala-Sc). “Un ddl bipartisan – spiega la senatrice – che tra i firmatari vede parlamentari del Pd come di Forza Italia, della Lega Nord, di Cor, del gruppo Per le Autonomie e del Misto abbracciando quasi tutto l’arco costituzionale. Una battaglia a tutela dei cittadini che non deve lasciare fuori nessuno. Il provvedimento che ho presentato è un primo passo per aprire un dibattito più ampio che non riguardi solo il mondo politico, ma tutti gli attori della società civile”.

Il provvedimento sarà illustrato mercoledì 15 febbraio, alle 11.30, durante una conferenza stampa in Sala Caduti di Nassirya, al Senato.

Il 25 gennaio l’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa ha approvato il rapporto “Media online e giornalismo: sfide e responsabilità” presentato dalla stessa Gambaro (Alde) chiedendo che gli Stati Stati adeguino le leggi sulla stampa contro fake news e manipolazioni online. Oggi l’assemblea

Nel rapporto si invitano gli Stati membri ad avviare, sia a livello nazionale sia in seno al Consiglio d’Europa, discussioni su norme e meccanismi necessari per prevenire il rischio di distorsione delle informazioni o manipolazioni dell’opinione pubblica. Si raccomanda anche di mettere le emittenti radiotelevisive pubbliche nelle condizioni di sfruttare appieno le possibilità tecniche offerte dai media online, “assicurandosi che la loro presenza su Internet si conformi agli stessi standard editoriali elevati utilizzati offline”. Focus anche sulle regole: si rende necessario riconoscere nella legislazione e nella prassi un diritto di replica o via di ricorso equivalente che consenta la veloce rettifica di un’informazione erronea sui media online e offline.

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