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Rai, ecco le novità del nuovo contratto di servizio

Fine degli spot nei programmi per ragazzi, lotta anti-evasione del canone, trasparenza dei bilanci. Lo schema trasmesso alle Camere: il 26 ottobre il parere della Commissione di vigilanza

04 Ott 2013

m.s.

Trasparenza delle fasce retributive con indicazione del numero e dei costi di ogni rispettiva fascia dirigenziale (e comprensivi anche dei valori medi relativi alle fasce non dirigenziali). E ancora: garantire la diffusione dei contenuti con “elevati standard di qualità audio e video”; assicurare un grado di copertura delle tre reti radiofoniche non inferiore al 99% della popolazione; assicurare una copertura del territorio non inferiore all’80%. E soprattutto: “La Rai assicura la qualità dell’informazione quale imprescindibile presidio di pluralismo, completezza e obiettività, imparzialità, indipendenza e apertura alle diverse forze politiche e sociali, nonché la tutela delle pari opportunità”.

È quanto prevede lo schema di contratto di servizio tra il ministero dello Sviluppo economico e la Rai per il triennio 2013-2015, riporta l’agenzia Public Policy, trasmesso il 26 settembre alla commissione di Vigilanza. Sullo schema di contratto, composto di 24 articoli, le Camere dovranno esprimersi entro il 26 ottobre attraverso il parere della commissione. Ecco le principali novità.

No agli spot nei programmi per ragazzi

“Indipendenza dal mercato pubblicitario”: una scelta fatta per “garantire dal punto di vista editoriale la piena indipendenza dal mercato pubblicitario” e a “svolgere le attività commerciali ed editoriali in modo che esse non risultino di pregiudizio al migliore svolgimento del servizio pubblico e concorrano alla equilibrata gestione aziendale”. È quanto prevede lo schema di contratto di servizio tra il ministero dello Sviluppo economico e la Rai per il triennio 2013-2015. Le trasmissioni per i minori devono essere svolte in orari appropriati sulle reti generaliste e medianti canali tematici. Devono inoltre tener conto delle esigenze e della sensibilità della prima infanzia e dell’età evolutiva. Entro 90 giorni dall’entrata in vigore del contratto, i canali tematici dedicati alla programmazione per minori in età prescolare non potranno avere pubblicità né nei programmi né tra un programma e l’altro.

Partiti e associazioni

I partiti e i gruppi rappresentati in Parlamento, nelle assemblee regionali e comunali, i sindacati, le associazioni anche politiche e culturali, quelle di promozione sociale, le minoranze etniche e linguistiche potranno accedere alla programmazione della Rai nei limiti e secondo le modalità previste dalla legge. Sarà costituita una struttura interna alla Rai che curi i rapporti con le associazioni e gli utenti per garantire la parità di trattamento senza alcuna discriminazione.

Cultura italiana all’estero

La Rai s’impegna a promuovere l’immagine del Paese e della cultura italiana all’estero producendo, distribuendo e trasmettendo programmi radiotelevisivi per la conoscenza e la valorizzazione della lingua e della cultura italiane attraverso l’utilizzazione dei programmi più significativi del panorama nazionale.

Archivio aperto

I messaggi di utilità sociale della presidenza del Consiglio dei ministri saranno ospitati gratuitamente; sarà garantita la conservazione degli archivi storici radiofonici e televisivi assicurando l’accesso pubblico in particolare mediante apposite offerte anche gratuite di servizi di media audiovisivi a richiesta accessibili tramite il web.

Uguaglianza di genere e dignità della persona

Nello schema di contratto di servizio viene affrontato il tema dell’effettivo accesso alla programmazione delle persone portatrici di handicap sensoriali. La Rai intende garantire un’adeguata informazione sulle modalità per consentire tale accesso. Per quanto riguarda la dignità della persona, l’azienda impronta tutta la programmazione su qualsiasi piattaforma al rispetto della dignità della persona e della non discriminazione. Particolare attenzione anche ad assicurare pari accesso a donne e uomini evitando di trasmettere immagini e ruoli stereotipati di entrambi o possano incitare alla violenza di genere.

Innovazione e ricerca

La Rai sostiene l’innovazione tecnologica in quanto fattore strategico del servizio pubblico e provvede alla graduale digitalizzazione dei propri sistemi produttive per l’Area news, a sviluppare prodotti televisivi in alta definizione, a garantire la visione del formato 16:9 e a sperimentare la produzione e la diffusione di contenuti radiotelevisivi e multiscreen mediante l’uso di nuove tecnologie trasmissione sia per il broadcast, sia per il broadband Ip.

La qualità

La Rai punta alla qualità dell’offerta dedicando un intero capitolo, il 4, alla qualità intesa come capacità progettuale di rinnovamento di contenuti. Che cosa s’intenda per qualità, lo spiega in maniera esplicita lo schema di contratto: sperimentare nuovi formati. La Rai deve proporsi al pubblico come fucina di programmi originali in grado di coinvolgere anche i pubblici più giovani che sono più inclini a immedesimarsi nei modelli proposti dalla televisione; promuovere produzioni audiovisive per esportare l’immagine del Paese; promuovere la conoscenza della Costituzione e dei meccanismi costituzionali e dello statuto dell’Ue. Diffondere la cultura della legalità e del rispetto della dignità della persona. Superare gli stereotipi culturali per contribuire alla crescita sociale e culturale e al rafforzamento dei valori etici. La Rai s’impegna a promuovere una compiuta identità sociale che favorisca un miglior radicamento del senso civico e del rispetto della legalità. Spazio alle trasmissioni dedicate alla scienza, all’arte, alla storia e sostegno alle produzioni indipendenti. Attenzione al mondo del lavoro e delle nuove opportunità occupazionali promuovendo la cultura d’impresa.

Qualità dell’informazione

“La Rai – si legge nel capitolo 5 – assicura la qualità dell’informazione quale imprescindibile presidio di pluralismo, completezza e obiettività, imparzialità, indipendenza, e apertura alle diverse forze politiche e sociali del sistema radiotelevisivo (…) e garantisce un rigoroso rispetto della deontologia professionale da parte dei giornalisti e degli operatori del servizio pubblico”. Per la Rai essi sono tenuti a “coniugare il principio di libertà con quello della responsabilità nel rispetto della dignità della persona, contribuendo in tal modo a garantire la qualità dell’informazione della concessionaria”. La Rai è tenuta all’equo bilanciamento delle trasmissioni, assicurando che esse siano caratterizzate da canoni di pluralismo e di apertura alle diverse forze politiche e sociali. Rispetto della buona fede e dell’identità valoriale e ideale del Paese e della sensibilità dei telespettatori. Attenzione particolare alla privacy delle persone garantendo un contraddittorio adeguato, effettivo e leale. Qualità dell’informazione anche finanziaria: la Rai assicura spazi per la diffusione dell’educazione finanziaria, economica ed energetica quale strumento di tutela del consumatore. Inoltre assicura spazi per la diffusione di informazioni di pubblica utilità al cittadino.

Efficienza aziendale e trasparenza dei bilanci

L’argomento viene trattato nell’articolo 18, ‘gestione economico-finanziaria e alla trasparenza nella comunicazione esterna’. Il primo comma stabilisce: “Il finanziamento delle attività è assicurato con caratteri di certezza e congruità, per il triennio di una durata del presente contratto attraverso il canone di abbonamento, i corrispettivi derivanti da contratti o convenzioni con pubbliche amministrazioni e le altre entrate consentite dalla legge. La Rai è tenuta ad adottare criteri tecnici ed economici di gestione idonei a consentire il raggiungimento di obiettivi di efficienza aziendale e di razionalizzazione del proprio assetto organizzativo. Nell’ottica di una gestione ispirata a criteri di efficienza, la Rai s’impegna a saturare secondo criteri di economicità, la capacità dei propri centri di produzione e persegue l’obiettivo di un adeguato ritorno sul capitale e sugli investimenti, tenendo conto anche delle condizioni del mercato di riferimento. La Rai può svolgere, nel proprio mercato di riferimento, attività commerciali inclusa l’offerta a pagamento in regime di concorrenza, assicurando che le stesse attività siano sviluppate direttamente o attraverso società controllate e comunque con modalità che evitino il finanziamento incrociato, anche parziale, di risorse pubbliche. Sul tema della trasparenza, la Rai pubblica sul proprio sito web il documento, comprensivo di criteri metodologici, sui conti annuali separati dalla società di revisione, in cui indicare anche il costo dei generi predeterminati e di quelli non predeterminati. A tal fine la Rai, nella presentazione dei palinsesti, è tenuta a identificare la programmazione televisiva e radiofonica rientrante nell’ambito delle attività di servizio pubblico con un colore diverso distinguendo i generi predeterminati dai generi non predeterminati. Inoltre, sul sito saranno pubblicati i dati riferiti agli investimenti totali destinati ai prodotti audiovisivi. L’azienda s’impegna a rendere pubblici in termini comprensibili ai cittadini i valori di allocazione delle risorse pubbliche per le principali aree di attività. Verrà costituito un piano di comunicazione per stabilire un filo diretto con gli utenti.

Collaborazione con il Mise anti-evasione del canone

Il ministero dello Sviluppo Economico, in collaborazione con altre amministrazioni competenti, s’impegna a individuare le più efficacie metodologie di contrasto all’evasione del canone. È quanto prevede l’articolo 19 dello schema di contratto di servizio tra il ministero dello Sviluppo economico e la Rai per il triennio 2013-2015, sul quale la commissione di Vigilanza Rai dovrà esprimere parere entro il 26 ottobre. Il Mise ha la possibilità di costituire un gruppo di lavoro per il recupero dell’evasione del canone, nel cui ambito saranno presenti anche la Rai e i rappresentanti delle amministrazioni competenti. Il ministero e la Rai riferiscono, con cadenza semestrale, alla commissione parlamentare i risultati delle azioni attuate per il contrasto all’evasione del canone. Tra gli obblighi di comunicazioni, vigilanza, controllo e sanzioni, stabiliti nell’articolo 21, la Rai è obbligata a trasmettere al Mise, all’Autorità per le Comunicazioni e alla commissione parlamentare entro i tre mesi successivi alla chiusura di ciascun trimestre, la lista dei programmi, con il numero di ore di programmazione, le telepromozioni, le televendite, spot promozionali, campagne sociali, annunci, sigle, segnali orari. Deve inoltre trasmettere una dettagliata informativa sull’offerta di qualità, sui risultati di ascolto dei canali dedicati ai minori, sul monitoraggio di fenomeni di pubblicità occulta e indiretta. Al ministero dell’Economia, all’Autorità e alla Vigilanza la Rai deve fornire entro il mese di giugno di ogni anno una relazione sui dati economico-finanziari, gli iscritti a ruolo per le famiglie soggetti al pagamento del canone, i ricavi pubblicitari. Soltanto al Mef dovrà trasmettere entro 15 giorni dalla loro approvazione, i piani industriali, le previsioni economiche e i bilanci consuntivi e della contabilità separata, i bilanci infrannuali al 30 giugno. A garanzia degli obblighi assunti la Rai costituisce alla Cassa depositi e prestiti un deposito cauzionale di 1 milione di euro in soldi, o in titoli di Stato o equiparati al valore nominale. Gli interessi sono di spettanza della Rai. Il Mef può rivalersi dei propri crediti sul deposito cauzionale che la Rai è tenuta comunque a reintegrare.

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