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Brand in fuga da Youtube, scoppia il caso pedofilia

Adidas, Mars, Deutsche Bank fra le altre ritirano la pubblicità dopo lo scandalo dei commenti “predatori” abbinati a video di bambini. La piattaforma scende in campo e annuncia un giro di vite: “Bloccheremo e segnaleremo alle forze dell’ordine tutti i comportamenti illegali”

24 Nov 2017

E’ fuga da Youtube per i grandi brand: ad aver annunciato lo stop e la rimozione dei propri annunci pubblicitari sulla piattaforma di video in streaming sono stati giganti del calibro di Mars e Cadbury, Lidl, Deutsche Bank e Adidas, per nulla convinti dalle rassicurazioni e dal giro di vite annunciato dall’azienda sui commenti pedofili che compaiono sui video pubblicati dagli utenti.

Youtube aveva detto di voler aumentare il proprio impegno per bloccare i commenti incriminati: secondo quanto emerso nelle ultime settimane e riportato da diversi media britannici e d’oltreoceano, tra cui Bbc, Times e il sito The Verge, decine di migliaia di account gestiti da pedofili sarebbero riusciti ad aggirare i controlli di sicurezza della piattaforma prendendo di mira i contenuti pubblicati dagli utenti, bersagliandoli con commenti espliciti. Come nel caso delle riprese di alcune esercitazioni di ginnastica in cui sarebbero stati pubblicati apprezzamenti espliciti o addirittura inviti a parlare con i più piccoli. Una situazione che rischia di creare, al di là del danno d’immagine, gravi problemi economici al gigante del video in streaming.

“Siamo scioccati dal vedere inostri annunci pubblicitari che appaiono su contenuti inappropriati – afferma un portavoce di Mars – e abbiamo preso la decisione di sospendere immediatamente tutto il nostro advertising online su Youtube e Google su scala mondiale”.  Sulla stessa linea la posizione di Lidl: “E’ inaccettabile che contenuti di questo tipo siano disponibili ed è a questo punto chiaro che le policy che le misure che Google ci aveva assicurato di aver preso siano inadeguate. Per questo sospendiamo il nostro advertising online da Youtube con effetto immediato”. Dello stesso tenore anche le dichiarazioni di Adidas, Cadbury e Deutsche Bank.

Youtube cerca intanto di correre ai ripari annunciando di voler fare tutto il possibile per porre fine a questa situazione: molti dei commenti incriminati, tutti in violazione delle policy della piattaforma, sono già stati rimossi, e la società sta prendendo provvedimenti per rendere sempre più difficili nuove violazioni: “Commenti di questa natura sono aberranti – si legge su un post del blog aziendale di Youtube – e stiamo lavorando fianco a fianco con l’Ncmec (National center for missing & exploited children) per segnalare alle forze dell’ordine tutti i comportamenti illegali. A partire da questa settimana adotteremo una linea di condotta ancora più aggressiva, cancellando tutti i commenti sui video di minori dove noteremo comportamenti di questo genere, ma le misure continueranno a essere implementate con sempre maggiore precisione nelle prossime settimane e nei prossimi mesi”.

Rispetto poi al modo in cui gli utenti più giovani possono creare e condividere contenuti su Youtube la società ha annunciato una serie di altre novità, con l’utilizzo di tecnologie di nuova generazione per individuare i video “problematici” sempre più rapidamente, e rimuovendo le pubblicità da quelli che potrebbero finire nell’occhio del ciclone delle polemiche

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