Asati: “Vogliamo un posto nel board di Telecom”

L’appello del presidente dell’associazione dei piccoli azionisti Franco Lombardi: “Da un anno sollecitiamo gli organi istituzionali. La rappresentanza delle minoranze deve essere garantita come in France Telecom e Deutsche Telekom”. Recchi e Patuano: “Avere rappresentanti Vivendi nel cda è buona governance”

24 Nov 2015

“Nel board di Telecom Italia devono essere rappresentate le minoranze, come in France Telecom e Deutsche Telekom. Da un anno sollecitiamo gli organi istituzionali affinché si possa arrivare a questo obiettivo, nell’interesse dell’azienda e non di singoli rappresentanti”. Questo l’appello di Franco Lombardi, presidente di Asati, in occasione del convegno organizzato a Roma dai piccoli azionisti di Telecom in quota 0,95%.

Asati è l’unico azionista italiano di Telecom e l’unico a non avere interessi particolaristici. Bollorè con la sua scalata a oltre il 20% ha già guadagnato 580 milioni. Da definire anche la questione della governance: il mercato non giudica positivamente una governance che non funziona. Vogliamo poter dire la nostra”.

Nell’apprezzare il piano industriale di Telecom, Asati pone alcune questioni sul piatto: Telecom è ancora una public company? E’ vero che il governo non era a conoscenza delle operazioni finanziarie?”. I piccoli azonisti non si dicono inoltre d’accordo con il piano di solidarietà per 30mila dipendenti: “Ciò consentirebbe di recuperare appena 70 milioni, ma per Telecom sono briciole”.

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“Chissà che in futuro non si possa avere una rappresentanza dei piccoli azionisti nel board”, ha commentato Roberto Capone presidente del collegio sindacale di Telecom Italia. “Ma è bene specificare che l’articolo 408 primo comma del codice civile dispone che ciascuna azionista possa presentare denuncia al collegio sindacale in caso lo ritenga rilevante. I piccoli azionisti possono dunque già far sentire la propria voce. I singoli azionisti possono inoltre presentare istanze e il collegio valuta se approfondire. Asati è stata molto operativa negli ultimi tempi: abbiamo appena ricevuto una denuncia e anche un’istanza che stiamo esaminando”.

Il presidente Telecom Giuseppe Recchi: “Con l’integrazione dei consiglieri Vivendi il board risulta rafforzato”. Della stessa opiniona anche l’Ad di Telecom. “L’idea di avere un azionista che ha il 20% nel cda è solo buona governance”, ha detto Marco Patuano, dicendosi d’accordo sul definire un arricchimento la rappresentanza del primo socio in cda.

“Ogni consigliere nel momento in cui entra in cda – ha osservato Patuano a margine del convegno Asati – è rappresentante di tutti gli azionisti ed è portatore di un pensiero. Quindi credo che l’interpretazione” che Vivendi sia dominante “non è corretta”. Nel cda di domani, ha ribadito, “sarà preso in considerazione il testo richiesto dall’azionista Vivendi quanto la lettera di Assogestioni. Poi l’esito spetta ovviamente al consiglio”.

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