RETI

Banda ultralarga, intesa Mise-Emilia Romagna: sul piatto 255 milioni

Le risorse, provenienti dai fondi Cipe-Fsc e dai fondi regionali, corrispondono al fabbisogno complessivo delle aree a fallimento di mercato. Centrale il ruolo di Lepida

06 Giu 2016

Negli ultimi mesi è stato rivisto l’impianto dei programmi Por/ Fesr e Psr/Feasr che insieme prevedevano in Emilia-Romagna 75 milioni per la Banda Ultra Larga (Bul). La novità che ha influenzato le azioni è che il Governo, nell’ambito di un rapporto di collaborazione con le Regioni, ha scelto di destinare 180 milioni Cipe/Fsc al territorio dell’Emilia-Romagna per la Bul. Queste risorse, sommate a quelle già programmate dalla Regione, ammontano a 255 milioni, cifra che corrisponde al fabbisogno complessivo delle aree bianche a fallimento di mercato, oggi non raggiunte dai servizi Bul.

L’accordo di programma firmato tra Regione Emilia-Romagna e Miese (DGR 606/2016) è stato definito per fornire garanzie specifiche all’Emilia-Romagna e analogamente la convenzione attuativa (DGR 784/2016), prevedendo che la Regione, tramite Lepida spa, utilizzi da subito parte dei propri fondi (17 milioni di cui 10 sul Feasr e sul 7 Fesr) per interventi di dorsale, per estendere la Rete Lepida nei Comuni di montagna e sino alle aree produttive non raggiunte dalla rete in fibra. Per la restante quota parte di risorse (238 milioni di cui 180 Fsc, 39 Feasr, 19 Fesr) è prevista una gara dove Infratel, supportata da Lepida spa, identificherà un concessionario che realizza, gestisce e mantiene la rete.

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Il supporto puntuale di Lepida spa permette a Regione di agire anche sui 180 Fsc, mediante: la identificazione delle priorità temporali delle aree; la definizione di linee guida di progettazione vincolanti; l’estensione degli accordi di utilizzo delle infrastrutture pubbliche a favore anche del concessionario; il monitoraggio, la validazione e il collaudo di tutte le realizzazioni territoriali del concessionario; l’iscrizione a patrimonio regionale del realizzato con fondi Fesr e Feasr mantenendo quindi pubblico l’intervento; la messa a disposizione del concessionario delle infrastrutture della Rete Lepida; la realizzazione delle reti primarie di aggregazione come estensione delle dorsali esistenti.

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