LA TRATTATIVA

Call Center, vertenza 3G. Ugl: “Proposte inaccettabili, no ai licenziamenti”

Il segretario generale del comparto Tlc, Fabrizio Tosini, dopo l’incontro al Ministero del Lavoro: “Non accetteremo accordi che prevedono di mandare a casa i lavoratori. Ma siamo disponibili a trovare una soluzione insieme”

08 Ott 2015

Andrea Frollà

“Oggi non abbiamo accettato di firmare accordi con 3G, perché la Ugl Tlc è contraria a qualsiasi tipo di accordo che parli di licenziamenti”. Il segretario generale del sindacato Ugl Telecomunicazioni Fabrizio Tosini commenta così l’incontro al ministero del Lavoro. A fronte dei 232 licenziamenti inizialmente paventati, 3G ha avanzato la proposta di riduzione a 125, offrendo 6 mesi di buonuscita a chi entro 5 giorni ne farà richiesta. Qualora manchi l’accordo sui 125 licenziamenti proposti l’azienda farà scattare il licenziamento di 232 lavoratori.

Una prospettiva inaccettabile per la Ugl Tlc, che nei giorni scorsi aveva manifestato assieme ai lavoratori davanti alla sede della regione Molise. “Così si apre uno scenario che il sindacato ha cercato di scongiurare in tutti i modi proponendo diverse soluzioni, come ad esempio l’utilizzo della Cig” –ha commentato Tosini– “Soprattutto in considerazione della positiva disponibilità manifestata sia dalla Regione Abruzzo sia dalla Regione Molise”.

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Rispetto ai due scenari avanzati da 3G, che in ogni caso prevedono dei licenziamenti, secondo il segretario generale del sindacato non sarà accettabile “un accordo che sancisce il licenziamento dei lavoratori”, pur ribadendo che la Ugl Tlc “rimane disponibile per trovare una soluzione e evitare che il 14 dicembre l’azienda avvii unilateralmente le procedure di licenziamento”.

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