LA BATTAGLIA

Mediaset, esposto all’Agcom. Intanto Vivendi supera il 25%

Doppio colpo di scena a Borsa chiusa nella battaglia italo-francese. Il cda della compagnia italiana chiama in causa l’Agcom chiedendo “interventi anche in via provvisoria e di urgenza”, mentre la società di Bolloré annuncia la salita al 25,75% delle partecipazioni. A Piazza Affari titolo su del 23%

20 Dic 2016

Andrea Frollà

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La guerra legale di Mediaset contro Vivendi andrà avanti con un esposto all’Agcom. Mentre la media company supera la soglia del 25% del capitale della società italiana, arrivando al 25,75% delle partecipazioni e al 26,77% dei diritti di voto. Le due notizie arrivano a pochi minuti di distanza l’una dall’altra e a meno di un‘ora dalla chiusura di Piazza Affari, dove il Biscione ha guadagnato il 23,33% chiudendo a quota 4,44 euro. Un botta e risposta quasi in contemporanea che, da un lato, segna un’ulteriore avanzata azionaria di Bolloré, e dall’altra, innalza il livello dello scontro lungo l’asse Milano-Parigi.

All’unanimità il board di Mediaset, si legge nel comunicato, “ha deliberato la presentazione di un esposto all’Agcom in cui si segnala l’illegittimità della condotta posta in essere da Vivendi in violazione della disciplina di settore e, in particolare, dell’ art. 43 comma 11 del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, nonché il possibile ostacolo alle strategie di sviluppo di Mediaset in ragione del collegamento incrociato con Telecom Italia, l’incumbent delle Tlc, determinato dall’iniziativa di Vivendi”. Nel chiamare in causa l’Autorità garante per le comunicazioni, Mediaset richiede “interventi anche in via provvisoria e di urgenza” e come emerge dalla nota comunque “le iniziative legali in corso proseguano secondo i tempi stabiliti”.

Il Gruppo televisivo di Cologno Monzese sottolinea i “gravi danni subiti dalla Società e da tutti gli azionisti a seguito della mancata esecuzione del contratto vincolante firmato l’8 aprile 2016 con Vivendi” e commenta la salita fulminea di Bolloré nel capitale di Mediaset come “un evidente disegno unitario elaborato nel tempo”. Il cda “contesta la coerenza delle autonome decisioni di Vivendi di acquisto di azioni Mediaset con la partnership strategica e industriale tra Mediaset e Vivendi disciplinata nel contratto vincolante stipulato l’8 aprile 2016 al quale Vivendi si è resa volontariamente inadempiente”.

In particolare, il board di Mediaset mette nel mirino “la fuorviante rappresentazione di Vivendi secondo cui il contratto dell’8 aprile 2016 prevede un acquisto da parte di Vivendi di una partecipazione nel capitale sociale di Mediaset” sostenendo che l’accordo preveda “in realtà soltanto uno scambio concordato, bilanciato e paritario di partecipazioni di stretta minoranza (3,5% di Mediaset in Vivendi e viceversa), scambio funzionale unicamente alla realizzazione della partnership industriale stabilita nel contratto”.

La società della famiglia Berlusconi spiega che ”l’accordo vieta esplicitamente l’acquisto da parte di Vivendi di azioni Mediaset oltre la soglia del 5% da raggiungere gradualmente almeno nell’arco di tre anni” mentre lo scorso 19 dicembre Vivendi ha reso pubblica “la propria volontà di accrescere fino al 30% la posizione in Mediaset ‘con l’intenzione di sviluppare le proprie attività in Europa Meridionale e perseguire le proprie ambizioni strategiche quale primario gruppo internazionale con sede in Europa nel settore dei media e contenuti’”. Ambizioni strategiche e piani “ignoti a Mediaset e al mercato – prosegue la nota del cda – e le modalità con le quali Vivendi agisce impongono ancora di più al Consiglio di Amministrazione di Mediaset di adottare ogni misura e iniziativa a tutela dei propri asset, del proprio avviamento e della propria strategia”.

Il consiglio di amministrazione mette in luce il “rischio di paralisi delle attività di sviluppo industriale di Mediaset dovuto proprio all’ingresso di Vivendi in misura superiore al 10% (soglia che stabilisce il collegamento tra società quotate)”. Per tutti questi motivi Mediaset ha dunque deciso di rivolgersi all’Agcom, mentre Vivendi ha rastrellato altre azioni.

“Pensiamo che molti soci vogliano difendere il principio di italianità del primo gruppo di comunicazione del Paese. Per questo sono abbastanza sereno”, commenta Silvio Berlusconi lasciando il Quirinale dopo il ricevimento per il tradizionale scambio di auguri natalizio. “Vuole ancora che alla mia età ci sia qualcosa che mi preoccupa?”, aggiunge scherzando con un cronista.

Intanto, secondoReuters, l’amministratore delegato di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine, sarà ascoltato dai funzionari della Consob venerdì in merito agli accertamenti che la Commissione sta svolgendo nell’ambito della guerra finanziaria tra il colosso francese dei media e Mediaset. Altro che parola fine: la querelle Berlusconi-Bolloré sembra appena agli inizi.

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