LA VERTENZA

Crisi Almaviva Contact, scontro azienda-Zingaretti

Per il governatore del Lazio i 2500 licenziamenti “sono strumentali ad ottenere vantaggi competitivi sul mercato dei call center”. “Il presidente è disinformato. Ricordiamo che la Regione si è distinta per aver bandito una gara al massimo ribasso per il servizio Recup”

06 Ott 2016

Federica Meta

Botta e risposta tra il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, e Almaviva Contact sui 2500 tagli annunciati dall’azienda. Zingaretti ha espresso “forte preoccupazione e considero gravissima la decisione di Almaviva che ha annunciato la chiusura dei call center di Roma e ha aperto una procedura di licenziamento per 1.666 lavoratori”.

“Insieme al Governo abbiamo manifestato la nostra disponibilità a trovare strade alternative che potessero salvaguardare i livelli occupazionali dell’azienda e abbiamo messo in campo misure che sono ancora oggetto di discussione ad un tavolo ministeriale – prosegue Zingaretti – Reputo grave l’atteggiamento dell’azienda volto a utilizzare in modo strumentale i licenziamenti per ottenere vantaggi competitivi sul mercato dei call center. Domani pomeriggio ho convocato le organizzazioni sindacali per discutere dei prossimi passi e confrontarci sul futuro degli oltre 1.600 lavoratori che stanno per essere licenziati”.

Ma Almaviva non ci sta. Per la società le esternazioni del presidente della Regione Lazio “appaiono frutto di estemporaneità e disinformazione”.

“Si esprime “forte preoccupazione”, dopo anni di totale silenzio, e nonostante i ripetuti appelli che gli sono stati indirizzati senza esito, sulla mancata applicazione di leggi dello Stato, sulle gravi distorsioni che soffocano il settore dei call center e sulla condizione drammatica nella quale vivono da tempo imprese e lavoratori del territorio – affonda una nota Almaviva Contact – Si rivendicano “misure messe in campo” – ci chiediamo quali – quando l’amministrazione che rappresenta si è appena distinta, con la procedura per l’assegnazione del servizio Recup, nell’alimentare la sequenza di gare pubbliche bandite o aggiudicate a tariffe inferiori al costo del lavoro previsto dal contratto di riferimento”.

Per l’azienda le affermazioni sul fatto che i tagli siano strumentali “a ottenere vantaggi competitivi”, suonano “francamente desolante se pronunciato da una autorevole figura istituzionale, può essere utile informare sommessamente il Presidente Zingaretti che il sito romano di AlmavivA Contact da quattro anni deve ricorrere ad ammortizzatori sociali per fronteggiare esuberi superiori al 50% della popolazione lavorativa e che nel solo 2016, a fronte di diciassette milioni di euro di ricavi, deve registrare perdite per oltre nove milioni di euro”.

Ma Zingaretti non è il solo a scendere in campo a fianco dei lavoratori. “Non permetteremo questi licenziamenti”, affonda l’assessore al Lavoro Regione Campania, Sonia Palmeri. Palmeri dice “che questa notizia ha colto di sorpresa tutti i protagonisti di questa vertenza. Abbiamo lottato in modo profondo per raggiungere un accordo a maggio di quest’anno. La Regione – ricorda l’assessore – ha incontrato i vertici Almaviva e messo a disposizione fondi per la formazione. Abbiamo contattato il ministero dello Sviluppo economico con cui cercheremo di aprire un tavolo per capire cosa ha in mente l’azienda e perché è tornata sui suoi passi”.

Per Marco Miccoli, deputato Pd, la scelta dell’azienda è grave ed irresponsabile, una vera e propria ritorsione nei confronti dei lavoratori. “Ancora più grave perché avviene a soli quattro mesi dall’accordo sottoscritto al Mise per l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, concessi proprio per evitare quei licenziamenti – spiega Miccoli – Un affronto anche al Governo, impegnato nella gestione della delicata trattativa. Sappiamo che il 12 ottobre prossimo, al Ministero dello Sviluppo economico è previsto un incontro per affrontare il nodo dei trasferimenti di circa 400 dipendenti da Palermo a Rende, in Calabria, un licenziamento mascherato dall’azienda. Chiediamo che il tavolo indetto in questa data diventi l’occasione per affrontare la vicenda nel suo complesso e che, vista la gravità dell’accaduto, il Governo venga al più presto a riferirne in aula. Così in una nota Marco Miccoli, intervenuto in aula in merito all’annuncio dei 3mila esuberi dichiarati dall’azienda Almaviva”.

“È inaccettabile la scelta di Almaviva di chiudere gli stabilimenti di Roma e Napoli con il licenziamento di 2.511 lavoratrici e lavoratori, dopo il lungo periodo di contratti di solidarietà e taglio degli stipendi – dice Stefano Fassina di Sinistra Italiana commentando il nuovo piano di riorganizzazione annunciato oggi da Almaviva – È inaccettabile anche il tentativo di scaricare la responsabilità sulle lavoratrici e i lavoratori e le rappresentanze sindacali per presunte indisponibilità a misure di riorganizzazione aziendale ai fini dell’incremento della produttività. Le responsabilità, oltre che dell’azienda, sono di chi continua a indire gare e affidare servizi al massimo ribasso, purtroppo anche la Regione Lazio e il Comune di Roma, con trattamenti economici sotto i minimi di qualunque contratto nazionale resi possibili attraverso delocalizzazioni extra-Ue”.

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E le responsabilità, rileva Fassina, “sono anche del Governo che continua a consentire l’aggiramento delle norme nazionali. L’iniziativa dell’azienda va fermata e il Governo deve intervenire per arrivare a salvare l’attività degli stabilimenti di Roma e Napoli e l’occupazione. Presenteremo immediatamente una interrogazione al Governo”.

Va giù duro anche il M5S. “Ciò che in queste ore sta accadendo ai dipendenti della società Almaviva Contact – a Napoli circa 400 dipendenti – è gravissimo. L’azienda nonostante gli impegni presi con i lavoratori, i sindacati e il ministero ha annunciato l’apertura di una procedura di riduzione del personale, all’interno di un nuovo piano riorganizzazione aziendale. Ad aggravare il quadro è l’irresponsabile comportamento della Regione Campania che in questa drammatica vertenza non ha fatto sentire con convinzione la propria voce”. Lo dice Gennaro Saiello, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle e membro della Commissione Lavoro e Attività produttive che insieme al portavoce al Senato Sergio Puglia stanno seguendo in queste ore la vertenza.

“Avevamo suggerito una strada con la presentazione di una mozione votata all’unanimità da tutte le forze del Consiglio regionale – sottolinea Saiello – ossia l’individuazione di un fondo presso il Mise per tutela dei consumatori e il sostegno dei servizi di call center”. “La Regione Campania doveva solo aderire ad un bando nazionale che metteva a disposizione delle risorse economiche – fa notare – a tutt’oggi nulla e’ stato fatto e il bando e’ scaduto. Poteva essere l’inizio per ottenere un contributo e avviare una programmazione strategica – prosegue – vorrei capire il contributo che la Giunta De Luca ha dato per la soluzione di questa vertenza”.

“Le notizie che giungono da Almaviva Contact sono allarmanti – aggiunge Sergio Puglia, portavoce al Senato del Movimento 5 Stelle – in queste ore con gli altri colleghi parlamentari del M5S ci siamo mossi e abbiamo chiesto un incontro urgente con i vertici dell’azienda, i sindacati per scongiurare i licenziamenti che coinvolgerebbero a livello nazionale tantissimi lavoratori”.

Intanto monta la rabbia dei lavoratori. “Roulette Almaviva”. “Poteri forti in soccorso di Palermo”. “Roma e Napoli agnelli sacrificali”: rabbia e accuse montano in tempo reale, alimentate dall’immediatezza dei social che annulla le distanze e affretta il ragionamento. Palermo sarà sottoposta a “un’azione di efficientamento” per farne “sede prioritaria” per lo svolgimento di nuove attività.

Ma vengono confermati i trasferimenti a Rende dei circa 400 addetti della commessa Enel in scadenza, almeno sino al tavolo del 12 ottobre al ministero dello Sviluppo economico. “I poteri forti siciliani difendono la propria gente. E noi?”, accende la miccia Luca sul gruppo Facebook Almaviva, la cui copertina è una “non-immagine” nera. “Ma quali poteri forti”, ragiona Tiziana, “abbiamo la banda bassotti. Si sposta solamente il caso. Palermo non danneggia nessuno, Roma e Napoli hanno una eco diversa”. E comunque, scrive di getto Ornella, “vi è sfuggito che i trasferimenti non sono stati bloccati e che per molti di noi si concluderanno con i licenziamenti, sfido chiunque a poter campare con 600 euro al mese”.

Dura Mariangela: “In tutto questo teatrino i 154 capri espiatori passeranno in sordina”. “Ah i trasferimenti – ribatte un altro – beccateve allora sta chiusura totale di Roma e Napoli… E poi scommettete che non ci sarà alcun trasferimento?”.

“La cosa piu’ fastidiosa – avverte Vincenzo – è l’accusa verso altri colleghi, proprio quello che vuole il proprietario che ha voluto creare questa situazione per vedere a chi saltano i nervi prima”.

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