Telecom-Vivendi, i sindacati: “Svolta necessaria per tornare a competere”

Slc, Fistel e Uilcom plaudono alla “nuova strategia aggressiva” del gruppo italiano: “Accordo con i francesi unico modo per rilanciare”

26 Ago 2014

F.Me.

Ai sindacati italiani delle Tlc piace la “nuova strategia aggressiva” che il management di Telecom sta portando avanti con Telefonica per portare a buon fine l’ operazione con Vivendi e la sua controllata in Brasile, Gvt. “Dopo dieci anni di politica difensiva, c’era bisogno di una svolta”. Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil, si dicono “ottimiste” per quanto sta avvenendo, anche se sull’ offerta per Gvt, di cui le cronache finanziarie parlano da giorni, non c’è ancora nulla di ufficiale.

“E’ tutto in fase embrionale ma, rispetto alla Telecom di ieri, c’è un gioco in attacco. In questi anni, il gruppo è sparito dal mercato straniero, mantenendo praticamente solo il brand italiano ma con un grosso debito. Questa è la prima grande novità del dopo-Bernabè”. Il parere è di Salvo Ugliarolo, segretario generale della Uilcom-Uil, che reputa l’operazione di integrazione tra Tim Brasil e Gvt come “positiva” così come un’eventuale partnership con Vivendi.

“L’alleanza ci sembra molto saggia e molto seria, è l’ unico modo per tornare a competere”, commenta a sua volta Michele Azzola, segretario nazionale della Slc-Cgil. “Quello che succederà in Brasile poi – sottolinea – può essere un’anticipazione di quello che succederà in Europa”. Il riferimento è alle possibili fusioni e integrazioni dei gruppi tlc. “Sono troppi: in America ci sono quattro operatori, in Europa 80 e – continua – i margini delle aziende di telefonia si stanno erodendo”.

Tutti soddisfatti, e senza esitazioni, per l’uscita di scena ormai inevitabile di Telefonica dal gruppo italiano. “Telefonica, da quando è entrata nel capitale di Telecom, invece di essere d’ aiuto è stata solo un peso”, ritiene Vito Vitale, segretario generale della Fistel-Cisl, a cui “non dispiace” la prospettiva di un’ integrazione Tim Brasil-Gvt, “se Telecom, però, manterrà la maggioranza”.

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A differenza del gruppo spagnolo, Vivendi “arriva con una strategia di crescita, Telefonica ha messo in campo solo operazioni finanziarie”. Il segretario generale, quindi, “aspetta e incrocia le dita” sugli svolgimenti dei prossimi giorni (domani è in agenda il cda di Telecom, dopodomani quello di Vivendi, ndr). La speranza, conclude Azzola, è che “Telecom possa tornare a guardare al futuro”.

La sfida tra Telecom e Telefonica per fare l’accordo con Gvt è entrata nel vivo. Per la compagnia italiana è importante mettere sul tavolo di Vivendi un’offerta che permetta a Vincent Bolloré, che è il primo azionista del gruppo con il 5%, di convincere anche gli altri azionisti della convenienza di un’operazione con la società italiana. Al momento l’unica offerta sul tavolo è quella di Telefonica che per uscire dall’impasse brasiliana (dove pende un vincolo antitrust che ha imposto o l’addio a Telecom o la cessione del 50% di Vivo, l’operatore mobile controllato dagli spagnoli) ha fatto a Vivendi un’offerta per la controllata brasiliana Gvt, offrendo ai francesi 6,3 miliardi, cash più l’8,3% di Telecom. La controllata di Telecom, Tim Brasil, si fonderebbe con Gvt e ai francesi andrebbe anche un consistente pacchetto di azioni di Telecom (la quota esatta è ancora da stabilire, ma dovrebbe aggirarsi intorno al 15-20%). L’offerta di Telecom è stata valutata complessivamente 7,2 miliardi, ma il nodo starà nella governance finale se è vero che fino a ieri restavano alcuni nodi da sciogliere.

Altro nodo riguarderebbe il numero di consiglieri eleggibili dai francesi e gli eventuali poteri di veto riservati alle azioni che Vivendi acquisirebbe in Telecom Italia. Prima tappa di questo percorso a ostacoli sarà domani, quando si riunirà il consiglio d’amministrazione di Telecom, che dovrebbe formalizzare l’offerta a Vivendi. Il giorno successivo al board di Telecom, ovvero giovedì 28 agosto, è convocato un consiglio d’amministrazione di Vivendi, che oltre a esaminare e approvare i conti semestrali potrebbe già valutare l’offerta italiana.

Anche Telefonica è a lavoro per la presentazione della nuova offerta da parte del gruppo spagnolo per Gvt. Un’offerta che, secondo quanto si legge sul Sole 24 Ore, potrebbe anche essere già stata esaminata dal board di Telefonica nel corso di un Cda tenuto nel weekend. La proposta di Telefonica sulla carta appare allettante, ma ci sono da considerare i risvolti Antitrust. Secondo indiscrezioni di stampa, Alierta sarebbe disposto ad alzare la posta fino a 8 miliardi. Ma non solo. Cercherà di rendere appetibile l’offerta aprendo anche in termini di governance e di piani industriali. La partita, insomma, è ancora tutta da giocare e sara’ uno scontro all’ultimo sangue.

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