ANTITRUST

Telefonica, il Cade conferma: “Venda Vivo o Tim Brasil”

L’Antitrust brasiliano boccia il ricorso della compagnia che dovrà diluire la sua presenza sul mercato. Confermata la multa da 15 milioni di reais. Ma gli spagnoli non ci stanno e non escludono il ricorso alle vie giudiziarie. Asati: “Cda Telecom dia mandato ai vertici per trattative Tim Brasil-Gvt”

05 Giu 2014

F.Me.

telefonica-131108171432

Il Cade, l’Antitrust brasiliano, ha bocciato il ricorso di Telefonica e confermato la sua imposizione all’operatore telefonico spagnolo di diluirsi sul mercato, cedendo la partecipazione in Tim Brasil oppure vendendo il 50% della sua controllata Vivo. L’operatore spagnolo deve così ridurre la sua presenza sul mercato brasiliano, dove controlla appunto l’operatore Vivo e indirettamente Tim Brasil tramite la partecipazione in Telecom Italia detenuta attraverso la holding Telco. Il Cade ha inoltre confermato la multa per Telefonica di 15 milioni di reais.

Fonti vicine a Telefonica, però, spiegano che la decisione del Cade “riguarda solo la multa da 15 milioni di reis”. La compagnia spagnola, inoltre, “contesta” questa nuova decisione dell’Antitrust brasiliano e dunque non si esclude il ricorso alle vie giudiziarie. Nulla di nuovo, invece, sempre secondo quanto sottolineano le fonti, sulla richiesta a Telefonica di diluirsi nel mercato brasiliano, cedendo la partecipazione in Tim Brasil tramite la quota in Telecom Italia, detenuta attraverso la holding Telco, oppure vendendo il 50% della controllata Vivo. Una decisione presa dal Cade a dicembre scorso che dava a Telefonica diciotto mesi di tempo, cioè fino a giugno del 2015, per scegliere quale strada intraprendere. Ora per contestare la decisione del Cade, a Telefonica resta solo la via di intraprendere iniziative giudiziarie, rivolgendosi dunque ai tribunali.


Secondo i commenti di allora degli analisti brasiliani, il periodo di 18 mesi concesso a Telefonica permetterebbe al gruppo iberico di avere più tempo per risolvere il problema della concorrenza nel Paese sudamericano. Tra le soluzione prospettate, anche la vendita di Tim Brasil da parte di Telecom Italia, che potrebbe avvenire “tra metà 2014 e metà 2015”, sottolineavano i media verde-oro.

Sul fronte Telecom, nei giorni scorsi, l’Ad Marco Patuano ha ribadito: “L’ho detto talmente tante volte: Tim Brasil per noi è un core asset quindi come tale lo stiamo gestendo”.

Intanto tornano i rumors sulla vendita di Tim Brasil e questa volta a schierarsi contro il possibile consolidamento del mercato delle Tlc brasiliane è Global Village Telecom (Gvt), l’operatore di banda larga che fa capo a Vivendi, a sua volta chiamato in causa per una possibile aggregazione con la controllata di Telecom Italia.

L‘idea di dividere Tim Brasil e vendere le 3 parti ai 3 peggiori operatori mobili è impensabile nel corrente scenario delle Tlc in Brasile, porterebbe un aumento dei prezzi, diminuzione della qualità del servizio e inferiori investimenti nel settore, che già sono arretrati se comparati ai benchmark internazionali su prezzi e qualità” dichiara Gvt davanti alle speculazioni dei giorni scorsi secondo cui Telefonica, che di Telco è il primo azionista e in trasparenza controllerebbe il 15% di Telecom, penserebbe di risolvere i suoi problemi con l’Antitrust brasiliano dividendo Tim tra Vivo (sempre parte del gruppo spagnolo), Oi (che si sta fondendo con Portugal Telecom) e la Claro di Carlos Slim (America Movil).

Sarebbe “una cattiva notizia per i consumatori come per l’economia e crediamo che il regolatore e il governo non lo consentirebbero, non dovrebbero consentirlo” prosegue Gvt campo “promettendo di scendere in campo per difendere la concorrenza nel settore Tlc”, se necessario al fianco dell’Anatel, l’autorità brasiliana per le Tlc.

Secondo gli analisti un deal di questo genere avrebbe senso. Gli esperti di Mediobanca Securities giudicano attraente, da un punto di vista industriale, la possibile fusione in quanto permetterebbe di creare un leader nel mercato telefonico brasiliano. Dall’altro lato la potenziale cessione di Tim Brasil sarebbe un modo rapido per ridurre il debito dell’azienda italiana. Gli analisti, in ogni caso, continuano a vedere la possibile concentrazione del mercato in America Latina come un’opzione fattibile.

E Asati rilancia ancora sull’accordo Tim Brasil- Gvt. “In riferimento alle dichiarazioni del Cade Brasiliano che imporrebbe a Telefonica o di vendere Vivo o di uscire da Telecom Italia/Telco entro 18 mesi, in Brasile, la società OI Brasil, Telefonica stessa e altri potenziali attori presenti – si legge in una nota – si muoveranno con rapidità per far svendere prima dei 18 mesi la partecipazione di Telecom Italia in Tim Brasil a valori di saldo 7-8 miliardi di euro come nei giorni scorsi è apparso sulla stampa nazionale da suggeritori interessati, come le grandi banche di affari che assolutamente non rispondono al reale valore della partecipata”.

Per i piccoli azionisti si tratta “di un operazione palesemente negativa che ridurrebbe TI in pochi anni ad una compagnia regionale il cui business domestico sempre più critico metterà ancora più in difficoltà l’equilibrio economico -finanziario”.

“Invitiamo l’attuale cda che è stato eletto dall’Assemblea a stragrande maggioranza di indipendenti 9 su 13, di dimostrare senza indugio la sua reale indipendenza dal conflitto di interessi con Telefonica e quindi dare mandato, al primo cda utile, ai vertici esecutivi che hanno la delega appropriata di procedere ad una trattativa con Gvt che tra l’altro nei giorni scorsi si e’ dichiarata completamente contraria a quello smembramento di Tim Brasil molto caro potenzialmente a OI e a Telefonica”.

Secondo Asati “i vantaggi di questa sinergia con Gvt in Brasile con Tim Brasil sono talmente evidenti che solo chi ragiona e pensa potenzialmente in malafede li può osteggiare per perseguire interessi di altri, ma non di TI”.

Opposti Digitali

Speciale PNRR

Tutti
Analisi
Fondi
PA
Formazione
Ecologia
Digital Economy
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Incentivi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
INNOVAZIONE
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
Analisi
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA DIGITALE
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water Management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
Le risorse
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Key trends per data center in tutto il 2022
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I Fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Incentivi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
INNOVAZIONE
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
Analisi
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA DIGITALE
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water Management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
Le risorse
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Key trends per data center in tutto il 2022
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I Fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 5