IN BORSA

Tim Brasil-Gvt, fusione sempre più credibile

Secondo gli analisti il merger è strategico dal punto di vista industriale e del consolidamento del mercato. Effetti positivi sul titolo di Telecom Italia

21 Feb 2014

F.Me.

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L’intensificarsi del rumor di stampa su una fusione Tim Brasil-Gvt che piacerebbe anche al governo brasiliano tiene alte le azioni di Telecom Italia che si posiziona tra i migliori titoli del Ftse Mib, guadagnando in mattinata l’1,04% (a 0,8755 euro) per poi salire a metà pomeriggio a +1,56%.

Mediobanca Securities evidenzia che rumor su “una possibile fusione tra Tim Brasil e Gvt sono già stati riportati” piú volte dalla stampa. Comunque, gli analisti vedono “questa opzione strategica interessante dal punto di vista industriale, dal momento che questo deal potrebbe portare alla formazione di un leader nel mercato delle tlc brasiliano. Tim Brasil è infatti uno dei leader del mercato mobile domestico, mentre Gvt opera con la telefonia fissa, la pay-tv e internet”.

Di contro, la potenziale cessione di Tim Brasil “potrebbe essere un modo semplice per ridurre velocemente l’indebitamento”, spiegano gli analisti, aggiungendo di continuare “a vedere un possibile consolidamento dei mercati dell’America Latina”. Anche per Banca Akros “l’ulteriore newsflow apporta credibilità all’ipotesi” di fusione. “La creazione di valore attesa da questo scenario e le implicazioni finanziarie sono decisamente basse rispetto ad una cessione completa di Tim Brasil, mentre le implicazioni strategiche sono piú convincenti”, aggiungono gli esperti. Comunque, continua la casa d’affari, sul bilancio “la notizia può essere considerata neutrale/negativa”.

La stampa brasiliana, dunque, continua ad essere sicura di una prossima fusione tra Tim Brasil e l’operatore di telefonia fissa Gvt, controllato dalla francese Vivendi. Secondo il quotidiano “O Globo”, le due aziende si stanno ”corteggiando” avendo in vista una futura alleanza.

La controllata brasiliana di Telecom – sottolinea il giornale – non approva affatto uno ”spezzatino” delle sue linee a favore delle concorrenti Claro, Vivo e Oi. Il matrimonio tra Tim e Gvt inoltre sarebbe osservato con ”simpatia” anche dal governo di Dilma Rousseff.

L’interesse di Vivendi per Tim Brasil era stato riportato per la prima dal quotidiano O Estado de Sao Paulo, che parlava addirittura di colloqui preliminari, successivamente smentiti dalla stessa Tim Brasil. L’eventuale deal, oltre a generare interessanti e un consistente aumento del market share, darebbe vita a una grande compagnia fisso-mobile, dato che la società guidata da Vincent Bollorè è presente in Brasile con Gvt, operatore in banda larga fissa. In questo senso va ricordato che Tim Brasil possiede due anelli in fibra – a Rio e San Paolo – complementari alle infrastrutture di Gvt; condizione, questa, che consentirebbe di accelerare sulla banda ultralarga in fibra. Delle potenzialità di un’integrazione tra Gvt e Tim Brasil parla da tempo Marco Fossati, numero uno di Findim, che poi le ha rilanciate, mettendole nero su bianco sul suo piano per Telecom Italia.

Ma nei giorni scorsi l’Ad di Telecom Italia, Marco Patuano, aveva chiarito come non ci fossero sono negoziati in corso o offerte riguardanti la vendita di Tim Brasil. Incontrando la stampa dopo il summit con il ministro brasiliano delle Comunicazioni, Paulo Bernardo, l’Ad aveva ribadito che “il Brasile è un mercato chiave. Non ci sono trattatative per una fusione Tim Brasil-Gvt, che resta in una chiara posizione complementare”. Patuano aveva annunciato che Tim Brasil avrebbe aumentato gli investimenti nel paese sudamericano, a 4 miliardi di real nel 2014 e a 11 miliardi di real entro il 2016.

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